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Chiaiano: la discarica sorgerà a 500 metri dal centro abitato

25 Maggio 2008 Nessun Commento


La discarica di Chiaiano, quartiere di 30.000 abitanti alla periferia nord di Napoli, sorgerà a poche centinaia di metri dal centro abitato. In barba alla normativa europea secondo cui le discariche andrebbero costruite ad almeno 5 km di distanza dai centri abitati.

Nel raggio dei 5 km indicati dalle norme europee, invece, abitano circa 500.000 abitanti. In quella sono ubicate diverse strutture ospedaliere, è fiorente la produzione di prodotti agricoli tipici e sono presenti aree verdi non ancora divorate del cemento, probabilmente tra le ultime rimaste nel capoluogo partenopeo.

Inoltre suscita una certa perplessità anche la tempestività con cui questo e altri siti di stoccaggio andrebbero utilizzati: per mettere a punto una discarica occorrono diversi mesi. Il tempo necessario per evitare che il percolato prodotto dai rifiuti pervada il territorio circostante, il che potrebbe sortire effetti drammatici.

Nei programmi del sottosegretario con delega all’emergenza rifiuti, Guido Bertolaso, la discarica di Chiaiano dovrebbe contenere ben 700.000 tonnellate di spazzatura. Per evitare che tale imponente mole sprofondi nel territorio è stato predisposto un fondo composto da due metri di argilla e due fogli di plastica, che dovrebbe sorreggere le 700.000 tonnellate di cui sopra.

Secondo alcuni è molto, molto difficile che tale argine possa reggere, tenendo conto soprattutto del fatto che il fondo della cava è di tufo, tipo di roccia particolarmente permeabile alle infiltrazioni.

L’aspetto più drammatico è che nel sottosuolo delle cave di Chiaiano scorre una falda acquifera di vitale importanza per tutto il sistema idrico napoletano. Il rischio è che entro pochi anni l’emergenza rifiuti sia destinata ad intrecciarsi con l’emergenza acqua.

Infine, secondo alcune fonti, il sito di Chiaiano è collegato ad una serie di cave di tufo, circa 12, che si estendono da Marano al Frullone. Alcune di queste cave sarebbero di proprietà della Fibe-Impregilo, la stessa azienda che, in base a un contratto stipulato quasi dieci anni fa con la Regione Campania, avrebbe dovuto costruire il termovalorizzatore di Acerra.

Fonte delle notizie: IrcNapoli.com, fonti riservate

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