A proposito di Razzismo, Pasquale Iorio scrive a Renato Natale
Caro Renato,
ho letto con attenzione la tua intervista su il Mattino di oggi, in cui condanni l’ennesimo atto di violenza nei confronti di un giovane immigrato, che si batteva contro il racket dei caporali.
Condivido la tua accorata denuncia, che ancora una volta è la testimonianza di una storia personale, di uno dei protagonisti più attivi del mondo del volontariato e della cittadinanza in difesa dei diritti umani e sociali.
Solo su un passaggio ho delle perplessità, che voglio esprimerti in modo pubblico (anche per sollecitare un confronto aperto). Mi riferisco a questa frase: “Non è una questione di razzismo. In questa storia credo non c’entri affatto. E’ un problema di carattere criminale”.
Forse è arrivato il momento di essere meno diplomatici quando si parla del rapporto tra criminalità e razzismo nelle nostre terre.
Nel merito ti pongo una domanda: ma forse il razzismo non è stato (prima con il nazifascismo ed ora con la camorra) una delle peggiori manifestazioni di “carattere criminale” contro l’umanità ed i più deboli ?
Nell’agro aversano e domiziano oramai è uno stillicidio di atti quotidiani di violenza contro gli immigrati (in particolare quelli di colore). Negli ultimi 20 anni vi è una infinita scia di sangue che scorre su queste terre. Dall’assassinio di JE Masslo fino alla strage dei ghanesi.
Per certi aspetti mi sembra di rivivere uno dei momenti più bui e tragici della storia americana, quando gli incappucciati del Ku Kluks Klan imperversavano con sangue e fuoco (come ci ricorda il bel film Mississipi Burning).
Di fronte a questo massacro anche la sottile distinzione che tu fai (come tante altre persone in buona fede) mi sembra poco convincente, senza senso. Si tratta di gesti di violenza criminale e razzista. E per tali vanno condannati.
Per contrastare questa deriva non ci resta altro da fare che continuare nell’iniziativa messa in campo da una rete di associazioni (in primo luogo Libera), di imprese e di enti che si battono per affermare la cultura della giustizia sociale e della partecipazione responsabile – come ho cercato di raccontare con tante storie e testimonianze di lotta ne “Il sud che resiste”.
In tale direzione va anche la proposta lanciata a Caserta di dare vita ad un Forum permanente per la legalità e l’accoglienza.
Con cordialità ed affetto
Pasquale Iorio










