3 maggio 2009
“AmicaSofia” e la “democrazia cognitiva”.
di: Comunicato Stampa | Secondo Piano
A Perugia, nella suggestiva Rocca Paolina, si è svolto un appuntamento che, rinnovandosi negli anni, dice della cura che si deve al pensiero dei bambini: “siamo in…pensiero”, un denso calendario di sessioni di filosofia con i bambini a cura dell’associazione nazionale “AmicaSofia”.
In questa cornice ha avuto luogo la rappresentazione teatrale “Ominis determinatio est negatio?” ideata e scritta da Roberta Martullo, che gli studenti dell’Istituto di istruzione secondaria di I grado “Buonarroti” di Mondragone (CE) hanno portato in scena sabato 25 aprile. Curato nella regia da Emilia Giustiniano e Palma Gravante, nelle musiche e nella coreografia da Luigina Marona, il testo teatrale ha animato un ideale processo alla scuola, chiamandola sul banco degli imputati a rispondere del proprio operato, a spiegare le motivazioni della scelta di porre al centro dell’azione educativa l’impegno a promuovere negli alunni l’esercizio del pensiero e della ragione. I bambini hanno saputo interpretare i ruoli in modo magistrale, sono entrati in scena il dirigente scolastico, il suo vice, il collaboratore scolastico, i docenti e le famiglie obbligando gli spettatori, con il pretesto dell’ironia, a riflettere sul valore di una formazione culturale “autentica” che coinvolge l’intera comunità educante.
La relazione del prof. Bruno Schettini “Una scuola per la democrazia cognitiva” fa seguito alla performance degli studenti del “Buonarroti” di Mondragone. Ne riprende i toni. E ciò che nella messa in scena era una forte provocazione, adesso diventa analisi attenta di una scuola che “se non saprà impegnarsi per fornire gli strumenti per pensare –osserva Bruno Schettini (prof. straordinario di Pedagogia generale e sociale presso la Facoltà di Psicologia della Seconda Università di Napoli)-, avrà fallito il suo compito, perché essa non è chiamata a erogare solo quelle abilità e conoscenze che servono a far crescere il sistema economico, ma anche quelle competenze che, in quanto frutto di un sapere epistemologico, forniscano strumenti critici ed etici per orientare e dirigere la società degli uomini, la scienza e le sue scelte”.
“Questo nuovo umanesimo – continua il prof. Schettini – passa attraverso l’impegno di tutti (operai/medici/insegnanti/sindacalisti/casalinghe/studenti/anziani) per una reale democrazia cognitiva alla cui costruzione sono chiamati a lavorare quanti vogliono essere cittadini e non sudditi di quell’incultura prodromica della tirannide. La scuola –conclude il prof. Schettini- non deve mettere in campo solo consumatori, ma persone in grado di pensare, di esprimere il valore della cittadinanza da contrapporre al “mercato evanescente e menzognero dei desideri”, frutto dell’incultura, perché oggi è il ‘mercato dei desideri’ che decide, perché produrre silenziosamente ‘incultura’ è far crescere una rendita preziosa, con la quale si potrà, prima o poi, con un sol tratto di penna, cancellare ogni democrazia, o renderla un lucente simulacro”.
di Pina Montesarchio, Direttivo nazionale di “AmicaSofia”




