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	<title>VivoCaserta - Il portale della società civile della Provincia di Caserta &#187; Commenti</title>
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	<description>Il portale della società civile della Provincia di Caserta</description>
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		<title>Caserta. Degrado Culturale. La Rete Etica dei Valori propone le Le piazze del sapere</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 22:49:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cs/VivoCaserta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La lettera dell’OPC (Orchestra Popolare Casertana) pubblicata venerdì scorso – per motivare il rifiuto di partecipare alle Leuciane – è l’ennesimo atto di denuncia sullo stato di degrado in cui versa la cultura nella nostra città. Già nel mese di agosto il noto chitarrista Mesolella in modo impietoso ebbe a dire che nel capoluogo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La lettera dell’OPC (Orchestra Popolare Casertana) pubblicata venerdì scorso – per motivare il rifiuto di partecipare alle Leuciane – è l’ennesimo atto di denuncia sullo stato di degrado in cui versa la cultura nella nostra città. Già nel mese di agosto il noto chitarrista Mesolella in modo impietoso ebbe a dire che nel capoluogo di provincia “l’arte e la cultura non hanno casa”.<span id="more-10054"></span> In precedenza si era parlato di “un deserto culturale” (Lucente ed altri). Condivido in buona sostanza questi giudizi critici.</p>
<p>Nello stesso tempo devo osservare che di fronte a questo stato dell’arte degradato, non basta più indignarsi. Occorre reagire con una vera e propria “rivolta morale e civile”, con una mobilitazione e con buone pratiche da mettere in campo per risalire la china, così come sta avvenendo con le varie manifestazioni per la biblioteca comunale, in cui sono impegnati soprattutto i giovani.</p>
<p>Partiamo da queste piccole cose per smuovere le istituzioni locali, che continuano a rimanere inerti. Di fronte all’alibi della scarsità di risorse economiche, sanno solo sbandierare qualche grande evento, finanziato da altri enti, che alla fine non seminano niente sul territorio. Anzi sottraggono risorse che potrebbero essere utilizzate per sostenere e valorizzare i tanti talenti che spesso sono costretti ad emigrare per affermarsi. Di esempi se ne possono fare tanti nel mondo del teatro, del cinema, della musica, della letteratura e delle arti.</p>
<p>Per queste ragioni come Rete Etica dei Valori – insieme a tante altre associazioni – abbiamo proposto al nuovo assessore alla cultura un progetto ambizioso: “Le piazze del sapere per apprendere sempre” (per la cui organizzazione è stata convocata dall’assessore De Negri una prima riunione per martedì 4 ottobre pv). L’intento è di fare rete e sistema tra i soggetti privati (librerie ed editori, Forum del terzo settore e del volontariato, associazioni giovanili) e le istituzioni pubbliche (dal comune ai luoghi del sapere, come le scuole, l’università, le biblioteche e gli archivi). Ed è quanto da un anno stiamo facendo con la piazza del sapere alla Feltrinelli (ed anche in altre librerie importanti), con una programmazione mensile di incontri e di eventi promossi in modo costante da una rete di associazioni impegnate sul territorio. In questo modo si possono attivare e diffondere con continuità vari luoghi al centro della città, in cui la cultura può diventare fattore strategico di coesione sociale, di apprendimento permanente.</p>
<p>Per questa via si possono superare anche le attuali difficoltà dell’emergenza finanziaria, che ancora una volta si scarica sui lavoratori, sui soggetti più deboli, sulle politiche sociali e della cultura.</p>
<p>Pasquale Iorio<br />
Vice Presidente Aislo</p>
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		<title>Carta 48: è arrivato il tempo delle scelte. In piazza al finaco della CGIL contro la manovra del Governo</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 15:27:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cs/VivoCaserta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel nostro paese e, più in generale nel mondo, si registra da molto tempo un costante ed accelerato processo di arretramento delle conquiste democratiche ed il metodico smantellamento del modello &#8211; particolarmente riuscito in Europa &#8211; di welfare e di condivisione delle scelte fra le parti sociali. Questa tendenza, che ha già provocato disastri sociali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel nostro paese e, più in generale nel mondo, si registra da molto tempo un costante ed accelerato processo di arretramento delle conquiste democratiche ed il metodico smantellamento del modello &#8211; particolarmente riuscito in Europa &#8211; di welfare e di condivisione delle scelte fra le parti sociali.<span id="more-9754"></span></p>
<p>Questa tendenza, che ha già provocato disastri sociali e disagio umano senza peraltro avere conseguito positivi risultati in termini di sviluppo economico, è stata sorretta da un &#8220;pensiero unico&#8221; che ha contrabbandato un liberismo sfrenato e privo di regole come unico strumento utile alla crescita ed al benessere generale, relegando la politica ed i politici al ruolo di materiali esecutori di scelte operate da pochi e ristretti circoli di detentori del potere economico-finanziario e quindi privando, di fatto, la gente di qualsiasi possibilità di partecipazione.</p>
<p>Ove fosse necessaria la controprova della direzione di questi processi, guidati da pochi nell&#8217;interesse di pochi, basterà riflettere che, pur in presenza di ripetute e conclamate crisi economiche, il livello di diseguaglianza economica &#8211; in assenza da decenni di qualsiasi forma di redistribuzione del reddito &#8211;  si è accentuato tanto da raggiungere livelli scandalosi anche sul piano semplicemente morale  tra chi diviene sempre più povero e contemporaneamente privato di rappresentanza politica e chi vede aumentare sempre più la propria ricchezza decidendo anche per gli altri, abbandonandosi talvolta in improbabili lezioni di efficienza e rinnovate richieste (rivolte sempre alla gente comune) di sacrifici.</p>
<p>Nella nostra Italia tale processo è esasperato da una direzione del paese che si è nel tempo caratterizzata per un livello di incompetenza, scarsa progettualità e ricorrenti conflitti di interesse del tutto singolare rispetto alle altre nazioni. La manovra finanziaria che in questi giorni affronta l&#8217;esame della Camere è la prova più evidente di questa inadeguatezza. Il livello di irresponsabilità, rissosità interna e superficialità è tale da stupire quotidianamente i grandi organi di stampa internazionali che registrano come ormai l&#8217;attuale Governo sia un pericolo non solo per l&#8217;Italia ma per l&#8217;intera area dell&#8217;euro.</p>
<p>Tuttavia, al di là del deficit politico-amministrativo mostrato in questi giorni, l&#8217;aspetto più preoccupante della manovra è l&#8217;emergere di una filosofia generale di approccio ai grandi problemi della nostra società che è basata su di una sostanziale iniquità sociale, sulla profonda indifferenza di una compagine politica che ancora una volta scarica sui lavoratori, sui giovani, sui precari, in una parola sulle fasce deboli, i costi e gli errori di una economia e di una politica (troppo spesse in cordiale colloquio) incapace ed egoista. A nulla sono valsi i moniti e gli appelli che non solo dalle opposizioni o dal Sindacato ma anche dalla Chiesa e dalla cultura  sono stati rivolti nel tempo contro una società dominata non più dalla giustizia e dalla solidarietà ma dal profitto.</p>
<p>La verità è che certe scelte, un certo modo di intendere la cosa pubblica ed i rapporti tra le parti sociali sono sorretti anche da una visione squisitamente ideologica che vede nel mondo del lavoro non il naturale interlocutore ma un mondo da indebolire e dominare e considera le conquiste democratiche incomprensibili ed obsoleti intoppi per i manovratori. La pregiudiziale ideologica emerge netta nel surrettizio attacco portato avanti in una &#8220;finanziaria&#8221; (?) allo Statuto dei Lavoratori, sfiora il ridicolo nell&#8217;intenzione  (coltivata da tempo) di cancellare dalla memoria  degli  Italiani   le  solennità civili  che   ricordano  col  25 aprile, 1° maggio e 2 giugno il riscatto del nostro paese.</p>
<p>E&#8217; giunto così, in presenza di una politica forse oggi moralmente e culturalmente troppo debole per fronteggiare questa deriva autoritaria, il momento per ogni cittadino di operare una scelta tra la Repubblica che, tra luci ed ombre, ci ha assicurato una lunga stagione democratica ed un discreto livello di coesione e giustizia sociale e questa prospettiva inquietante di una democrazia solo formale ma svuotata di ogni concreto contenuto .</p>
<p>E&#8217; per questo che riteniamo, senza se e senza ma, giusto schierarsi il 6 settembre al fianco della CGIL contro una manovra inefficiente ed iniqua, con l&#8217;augurio che lo sciopero nazionale rappresenti uno straordinario momento di partecipazione democratica  &#8211; soprattutto dei giovani studenti e lavoratori come sta avvenendo in tutti gli altri paesi &#8211; ed una occasione per una rinnovata unità sindacale.</p>
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		<title>Degrado a Taverna Catena, Iorio: situazione vergognosa. Si, al distretto culturale e storico</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 14:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cs/VivoCaserta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci vuole la bravura e la curiosità intellettuale di un grande giornalista d’inchiesta, come Sergio Rizzo (autore con GianAntonio Stella di un volume dal titolo illuminante:”Vandali” &#8211; Rizzoli) per farci accorgere ed indignarci sullo stato di abbandono e di degrado del nostro patrimonio storico e culturale. Stavolta è stata portata alla ribalta nazionale la vergognosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci vuole la bravura e la curiosità intellettuale di un grande giornalista d’inchiesta, come Sergio Rizzo (autore con GianAntonio Stella di un volume dal titolo illuminante:”Vandali” &#8211; Rizzoli) per farci accorgere ed indignarci sullo stato di abbandono e di degrado del nostro patrimonio storico e culturale. <span id="more-9221"></span>Stavolta è stata portata alla ribalta nazionale la vergognosa condizione in cui si trova Taverna Catena, uno dei luoghi simbolo della nostra storia unitaria. Per la verità da anni su questo scempio si batte inascoltato  S. Cervo, con appelli e denunce documentati. Ancora una volta gli enti locali – a partire dal comune di Vairano Patenora, dalla Provincia di Caserta fino alla Regione Campania – hanno dato prova dello loro disattenzione ed incapacità ad affrontare questi problemi. La lista dell’abbandono si potrebbe allungare in maniera sconcertante, ad esempio con lo stato pietoso in cui è ridotto lo splendido Real Sito  di Carditello, con lo scempio dei Tifatini che fanno da corona ai Ponti della Valle, con le tante chiese in rovina (documentate da una ricerca fotografica di Giulio Festa, e via dicendo).</p>
<p>E tutto ciò avviene in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, le cui risorse sia pure limitate molto spesso sono state utilizzate da un comitato istituzionale a livello provinciale in modo folkloristico e poco redditizio.</p>
<p>Per questi motivi appare quanto mai interessante la proposta avanzata sul Corriere del Mezzogiorno dal sindaco di Castolmorrone Pietro Riello di promuovere una rete con un consorzio dei comuni interessati  per costruire un distretto culturale e storico, con un itinerario turistico unico tra siti borbonici ed unità nazionale (sulla scia di una proposta elaborata da Aislo con una ricerca-azione commissionata dalla Provincia e rimasta nel cassetto). Per far fronte alla disastrosa politica dei tagli sociali e culturali del Governo, ai comuni rimane solo la strada di unificare le forze ed integrare le risorse per l’uso comune dei beni più preziosi, a partire da quelli storici e culturali come fattori di attrazione dei flussi turistici (per andare oltre la Reggia, grazie anche a progetti con i tour operator e le grandi reti associative e cooperative nazionali), di studiosi e ricercatori, di attività educative per le scuole. A tal fine occorre prendere subito l’iniziativa per organizzare un incontro con i comuni più direttamente coinvolti: da Castel Morrone a Caserta, da Maddaloni a Capua e S. Marica Capua Antica, da Teano a Vairano Patenora.</p>
<p>A supporto di questo percorso mi piace ricordare che in recente convegno organizzato dal comune di Fiesole il 2 giugno scorso è stata lanciata la proposta di dare continuità ad ottobre alle iniziative con alcune scuole di Caserta e Teano, con scambi a Fiesole Firenze, prendendo a spunto il ricco volume speciale della prestigiosa rivista “Testimonianze” (fondata da padre Ernesto Balducci) dedicato al “Mosaico Italia” e dalla lettura della Carta di Teano. L’altra strada è stata tracciata dalla Facoltà di Lettere SUN, grazie ad un protocollo d’intesa con alcune associazioni territoriali (come il Comitato pro Teano, Aislo, Carta 48 e Centro Daniele), per dare vita ad un ricco percorso di studio e di ricerca con le nuove generazioni. Infine, va ricordata la importante manifestazione che sta portando avanti l’on. Gerardo Bianco con l’Associazione degli ex Deputati, che verrà organizzata a Caserta per una riflessione su Mezzogiorno e storia d’Italia, con il contributo e la partecipazione dei più autorevoli studiosi, patrocinata dalla Presidenza della Repubblica.</p>
<p>Attraverso queste iniziative, ancora una volta la data del 26 ottobre potrà essere l’occasione non solo di tipo celebrativo ma di ricerca ed approfondimento sui valori e sulla storia dell’unità d’Italia, per riproporre una riflessione critica – a partire dal Mezzogiorno e dal disagio sociale – ma nell’ottica di rilanciare un nuovo patto unitario e di riconciliazione nazionale (come ci ricorda sempre il presidente Napolitano).</p>
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		<title>Grazzanise: gli Accademici pronti. i politici glissano</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 08:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaele Raimondo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GRAZZANISE  &#8211; Sarà che la campagna elettorale per le amministrative di metà maggio fagocita ogni altro interesse od impegno. Sarà che il carniere delle vere iniziative intraprese, negli ultimi decenni &#8211; sulla “centrale questione” del “lavoro in Terra di Lavoro” e nella Campania ormai in-felix &#8211; è, di fatto, più semivuoto che semipieno. Sarà quel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GRAZZANISE  &#8211; Sarà che la campagna elettorale per le amministrative di metà maggio fagocita ogni altro interesse od impegno. Sarà che il carniere delle vere iniziative intraprese, negli ultimi decenni &#8211; sulla “centrale questione” del “lavoro in Terra di Lavoro” e nella Campania ormai in-felix &#8211; è, di fatto, più semivuoto che semipieno.<span id="more-8870"></span></p>
<p>Sarà quel che è e sarà anche nel breve medio-periodo, il dato allarmante che denuncia il Cocevest di Grazzanise sta nella totale indisponibilità finora dimostrata da esponenti politici ed assessori al lavoro della Provincia, della Regione e del Ministero del Lavoro, cioè delle tre istituzioni chiamate dal Comitato grazzanisano a discutere, in Tavola Rotonda, il 22 del corrente mese delle rose nientedimeno che de “Il lavoro italiano, sul territorio nazionale e all&#8217;estero, dal 1861 al 2011”. All&#8217;appuntamento &#8211; inquadrato nel contesto delle celebrazioni coordinate dal Comune di Grazzanise per il 150° Anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia &#8211; hanno invece già da tempo confermato la loro partecipazione accademici e sindacalisti. Essi, sì, son pronti ad affrontare la storia e la cronaca del problema-occupazione in questo secolo e mezzo di indipendenza nazionale. Basti pensare che docenti universitari del calibro di Marcella Marmo (Federico II-Napoli) e Giovanni Cerchia (Università del Molise-Campobasso) saranno a Grazzanise (sala consiliare) nella mattinata di domenica 22 maggio. E con essi la Cgil della Campania, che ha messo a disposizione un vasto repertorio documentario; l&#8217;Ugl casertana, che non ha negato il suo appassionato intervento. Ad arricchire, infine, lo schieramento dei relatori la responsabile del Centro di estetica Sempiù-Ripar della città-capoluogo, Rita Parente, la quale da anni ormai fa la spola “formativa” fra Caserta e varie metropoli italiane, dedicandosi pure ad apprezzate puntate perfino in Cina.</p>
<p>I politici “di mestiere” e le autorità responsabili del Dicastero competente e degli Enti locali sopra citati suonano invece un&#8217;altra musica: quella del silenzio-rigetto. E&#8217; una vergogna! Che dev&#8217;essere naturalmente cancellata. Da chi? Prima o dopo, da quel popolo votante che, per l&#8217;ennesima volta, è chiamato a far giustizia di eletti coi vizietti fra i quali primeggia quello del rimanere incollati alla poltrona, ad ogni costo, e pronti a far dire ad impiegati, telefonisti ed uscieri dei loro staff che “l&#8217;onorevole non c&#8217;è” o “ritelefoni lunedì; forse lo troverà” oppure “per quella data l&#8217;onorevole ha già precedentemente assunto altri inderogabili impegni”. Che classe politica! Quali autorità aduse ad indossar la fascia! Che bischeri intrufolatisi nelle “stanze dei bottoni” e riluttanti ad uscirne per non perdere la preda addentata! Certo, vorremo essere smentiti nei giorni a venire. Vorremmo segnalare le eccezioni rispetto a quest&#8217;andazzo ormai dilagante. Il tempo, fra i suoi talenti, include le tappe della riflessione, della verifica di convincimenti e posizioni. In fondo, una Tavola Rotonda non è un processo e non si svolge in un&#8217;aula di tribunale (che dovrebbero essere costretti a frequentare di più certi incalliti mestatori che s&#8217;avvalgono dei mille cavilli della sofferente giustizia del Belpaese), bensì si tiene in una sala del municipio, casa di tutto il popolo, ed è evento culturale. Avranno torto o ragione questi politici? E&#8217; difficile dare un giudizio che, peraltro, non può valere per tutti. Ma la tendenza accennata c&#8217;è, eccome! Il loro glissare suscita sospetti. Ed il silenzio della risposta, fuori delle norme del Codice, è finanche segno di cattiva educazione. Se è vero, come è vero, che la storia è “maestra di vita”, brutte cose abbiamo imparato sulla politica italiana e specialmente nostrana, nei quarant&#8217;anni che abbiamo alle spalle. Ora si va da un&#8217;altra parte…</p>
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		<title>Antonio Vendemia, un docente dalla fisica facile</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 14:47:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cs/VivoCaserta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Entrare nello studio di un ingegnere e trovare alle pareti una serie di foto di Carlo Rubia e di fondazioni rinomate al posto di grafici e sintesi progettuali è di per sé già sinonimo di arredo colto e raffinato ma quando nell’ampio locale ritrovi, su tavoli ben disposti a elle, l’immancabile computer acceso e tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Entrare nello studio di un ingegnere e trovare alle pareti una serie di foto di Carlo Rubia e di fondazioni rinomate al posto di grafici e sintesi progettuali è di per sé  già sinonimo di arredo colto e raffinato ma quando nell’ampio locale ritrovi, su tavoli ben disposti a elle, l’immancabile computer acceso e tutta una serie di schede colorate con rebus, vignette in inglese, cruciverba e tanti simpatici personaggi appena creati dal pennino di un bravo disegnatore, allora capisci di essere in un posto speciale. <span id="more-8579"></span>Un posto che, oltre a essere luminoso e gradevole all’impatto visivo, è anche accogliente e discreto, condizioni che permettono tutto d’un colpo di comprendere di essere al cospetto di una persona cordiale e serena con l’impronta leggera di un fisico facile. Ecco, è proprio tutto questo. Antonio Vendemia, ingegnere e docente all’Isiss Marconi di Vairano Patenora è davvero il prototipo del fisico facile, con la figura dondolante che ricorda il mite Einstein e il sornione Rubia, il grande Hawking e la semplice apparenza del nostro Zichichi. E se scopri il suo volto, i suoi occhi, i suoi capelli e il suo modo di ascoltare e parlare, subito ti accorgi che i suoi tratti reali sono similari ai tratti dei grandi scienziati e che veramente quell’uomo appartiene alla grande famiglia dei fisici dall’impronta facile, facile. Non a caso, il suo editore, che di studiosi di fisica se ne intende davvero, scrive di lui che “è un appassionato docente di fisica che ha alle spalle decenni di insegnamento” e più tardi, nella bella prefazione al testo, che “nel corso degli anni egli è giunto alla convinzione che, per attrarre l’attenzione dei ragazzi, bisogna cominciare con il mettere nelle loro mani i fenomeni della natura.”. Già, è proprio così. Dopo anni spesi a costruire a scuola una cittadella della scienza, con strumenti e prototipi di laboratorio di tutto rispetto e di bella fattura, dopo anni passati per fondazioni, congressi e conferenze, di cui oggi è anche protagonista, dopo anni trascorsi a spiegare a generazioni di allievi il senso e il significato della fisica, e oggi anche a formare docenti, Antonio Vendemia rinnova il suo patrimonio di studi e  conoscenze e presenta la seconda pubblicazione della sua bella carriera che propone ai giovanissimi allievi delle scuole secondarie di secondo gradi un titolo accattivante,  “FISICA FACILE”, e un volume compatto e piacevole, quasi leggero e con morbide tinte, come se fosse un sillabario di antica memoria ma di giovanile freschezza. E ha ragione da vendere Cristiano Lucisano, editore a Milano, nel presentare l’opera dell’ing. Vendemia come “una strada nuova nel mondo della scuola che, mai come oggi, necessita di stimoli, di nuove idee e di nuove metodiche di insegnamento.”. E coglie nel segno. Per giungere a far riconoscere ai giovanissimi allievi il rigore di una scienza esatta e, l’Autore si avvale di metodiche semplici e universali in cui il segno grafico si sposa felicemente con l’immaginario scienziato che è in ognuno di noi quando è in vena di essere il nobel alla scoperta delle leggi dell’universo. Esaltando il segno grafico, colorando vignette e personaggi, rendendo avvincente col rebus anche la formula più stizzosa del mondo conosciuto, Antonio Vendemia coglie con l’eleganza del tratto grafico il rapporto tra scienza e scuola e cattura la simpatia del lettore calando i fenomeni alla portata dell’allievo, allontanando incomprensioni e diffidenze per formule e concetti che di solito accompagnano ogni testo di fisica. Non lasciandosi piegare dalle leggi del mercato, l’ing. Vendemia esalta lo studio della fisica fino ad annunciare il quarto stato della materia e con l’amorosa assistenza dei suoi familiari celebra l’ottimo contributo della prof.sse Maria Ranucci ed Enrichetta Mitrano per le schede in inglese, Antonella Di Matteo per i disegni dei rebus, ringraziando il genio creativo di  Walter Pascarella per i disegni e i personaggi delle vignette. All’ing. Vendemia gli auguri e i complimenti più sinceri, con l’attesa di vedere la nuova fatica letteraria, perché “nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma.”</p>
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		<title>La gestione pubblica dell’acqua dopo la sentenza della Corte costituzionale</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 18:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cs/VivoCaserta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È di pochi giorni fa la pubblicazione della sentenza n. 325 del 2010 della Corte Costituzionale che ha deciso su una pluralità di ricorsi regionali contro l’art. 23 bis del d.l. 112 del 2008, così come modificato dal cd. decreto Ronchi (art. 15 del d.l. 135 del 2009, convertito in legge n. 166 del 2009). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È di pochi giorni fa la pubblicazione della sentenza n. 325 del 2010 della Corte Costituzionale che ha deciso su una pluralità di ricorsi regionali contro l’art. 23 bis del d.l. 112 del 2008, così come modificato dal cd. decreto Ronchi (art. 15 del d.l. 135 del 2009, convertito in legge n. 166 del 2009).<span id="more-7690"></span></p>
<p>Non v’è dubbio che la Corte costituzionale con questa sentenza abbia difeso il vecchio, ossia il processo di privatizzazione che è stato intrapreso dall’ordinamento italiano a partire dal 1990. La corte non ha tenuto in nessun conto il nuovo vento antiliberista che soffia nel Paese (ma non solo, come dimostrato dall’esempio del comune di Parigi) e che ha portato alla raccolta di ben 1.400.000 per l’abrogazione della citata normativa, la stessa che era contestata dalle regioni. Certo, si potrebbe correttamente obiettare che un organo di garanzia deve essere immune dalle pressioni politiche. Ed è certamente vero, anche se, occorre dire, in altri casi, si pensi alla decisione del 1993 sull’ammissibilità dei referendum elettorali, la Corte si comportò diversamente, modificando la propria giurisprudenza proprio per andare incontro alla richiesta di cambiamento che proveniva dal Paese. Ma questa volta questo non è avvenuto.</p>
<p><a href="http://www.economiaepolitica.it/index.php/ambiente/la-gestione-pubblica-dellacqua-dopo-la-sentenza-della-corte-costituzionale/">Continua a Leggere l&#8217;articolo su Economia e Politica</a></p>
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		<title>In Memoria di Michele Senatore. Iorio: fare politica non significa solo potere</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 17:11:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cs/VivoCaserta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scarica l&#8217;allegato originale In memoria di Michele Senatore Prendendo spunto da una lettera aperta inviata da alcuni militanti del PD casertano, lunedì 8 novembre 2010 si terrà nella sala della piazza del sapere alla Feltrinelli di Caserta un incontro sul tema “cultura e politica” con il commissario Ciro Cacciola. L’iniziativa offrirà anche l’occasione per ricordare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scarica l&#8217;allegato originale</p>
<p>In memoria di Michele Senatore</p>
<p>Prendendo spunto da una lettera aperta inviata da alcuni militanti del PD casertano, lunedì  8 novembre 2010 si terrà nella sala della piazza del sapere alla Feltrinelli  di Caserta un incontro sul tema “cultura e politica” con il commissario Ciro Cacciola.<span id="more-7116"></span></p>
<p>L’iniziativa offrirà anche l’occasione per ricordare la figura di Michele Senatore, scomparso da pochi mesi e ricordato da tutti/e come una delle espressioni più impegnate ed appassionate della vita politica casertana.</p>
<p>Abbiamo volutamente scelto di legare in un filo rosso del nostro incontro i temi della politica e della cultura, intesa come fattore di coesione sociale e di crescita civile. La testimonianza di Michele ci riporta ai valori forti, al senso di militanza che la politica dovrebbe esprimere e che purtroppo oggi sono smarriti, svuotati  dal pensiero unico dominante del neoliberismo, dall’effimero prodotto dal grande fratello e da un sistema di comunicazione dominato dall’immagine scandalosa di Berlusconi .</p>
<p>E’ l’occasione per ricordarsi che fare politica non vuol dire solo conquista del potere (ad ogni costo, spesso con metodi spregiudicati). Al contrario &#8211; come ci ricordano i principi su cui si fonda la nostra Carta costituzionale &#8211; vuol dire impegnarsi per il governo del bene pubblico, per affermare i valori e diritti fondamentali umani, civili e sociali, per lottare contro tutte le forme di emarginazione, per l’inclusione sociale e l’accoglienza dei più deboli.</p>
<p>E’per questi valori che Michele si è sempre battuto, con passione e rigore. Lo faceva anche negli ultimi anni, in cui ha cercato disperatamente di rilanciare nella città capoluogo i luoghi in cui far vivere la partecipazione responsabile e democratica. Quanta sofferenza gli è costata la chiusura del circolo “Nilde Iotti”, certamente tra i più attivi e partecipati della città. Per questo nella lettera aperta abbiamo sottolineato l’esigenza di far radicare anche a Caserta il PD sul territorio, di dare trasparenza al tesseramento e vitalizzare la partecipazione attiva degli iscritti e dei cittadini che ancora vogliono impegnarsi per una politica di cambiamento (dopo il palese fallimento dell’esperienza amministrativa).</p>
<p>A fondamento di tutto Michele poneva il ruolo della scuola e dell’istruzione pubblica, come diritto dei giovani per formare le basi culturali del loro sapere di futuri cittadini; ma anche delle persone adulte per poter apprendere sempre, per aggiornare ed adeguare il loro bagaglio di conoscenze e di competenze.</p>
<p>Come dimenticare la sua partecipazione assidua (insieme con Angela) alle tante iniziative locali e nazionali promosse su questi temi dall’area tematica oppure nelle feste de L’Unità, dove spesso interveniva per portare il suo contributo competente: di un uomo e maestro di vita per tanti ragazzi e studenti, con i quali si poneva in modo dialogante, di un docente che voleva condividere con curiosità,non solo trasmettere, sapere e conoscenza.</p>
<p>Infine, non possiamo trascurare la sua partecipazione attiva alle lotte sociali e sindacali, in difesa dei diritti primari, a partire da quelli per la scuola pubblica, dell’ambiente, della valorizzazione delle nostre bellezze e del territorio.</p>
<p>Pasquale Iorio</p>
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		<title>Iorio (Aislo): a Caserta un nuovo rinascimento culturale, sociale ed economico</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 21:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cs/VivoCaserta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nelle ultime settimane a Caserta (come anche in altre città della provincia) vi è stato un fervore di iniziative ed eventi culturali: dai tanti incontri della piazza del sapere alla Feltrinelli (ed anche in altre librerie come Giunti, Ex Libris a Capua, Ti con Zero a S. Nicola la Strada), a quelli sulla storia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane a Caserta (come anche in altre città della provincia) vi è  stato un fervore di iniziative ed eventi culturali: dai tanti incontri della piazza del sapere alla Feltrinelli (ed anche in altre librerie come Giunti, Ex Libris a Capua, Ti con Zero a S. Nicola la Strada), a quelli sulla storia di Caserta – alla ricerca dell’identità perduta fino all’affollata serata sui temi della filosofia e della teologia con i prof. Massimo Cacciari e Giuseppe Limone.<span id="more-6726"></span></p>
<p>Queste attività continueranno con una intensa programmazione già prevista nei vari luoghi e centri (come Officina Ofca e Collettivo Latrones, Teatro Civico). Nello stesso tempo, anche da parte del mondo dell’associazionismo e del volontariato (laico e cattolico) si registra una molteplicità di attività sulle tematiche della promozione e dell’apprendimento permanente, in un’ottica di forte integrazione e di rete verso una politica della cultura come coesione sociale, di affermazione dei diritti fondamentali delle persone e dei cittadini.</p>
<p>Da qui può nascere una nuova sfida nei confronti di una classe dirigente che si mostra ancora in ritardo ed inadeguata ad affrontare i temi della conoscenza e dell’innovazione, delle competenze per lo sviluppo locale ed anche del merito – si pensi alla creatività di tanti giovani talenti e scrittori che stanno emergendo.</p>
<p>Di fronte a questa situazione possiamo dire che nel “deserto casertano” – come è stato definito di recente da un bell’intervento di Marilena Lucente – stanno nascendo e si vanno affermando tante oasi culturali, tante piazze e luoghi del sapere e delle creatività. Non so se si può parlare di un vero e proprio rinascimento casertano. Comunque si tratta di un risveglio delle coscienze civili e culturali.</p>
<p>Alla luce di queste novità è giunto il momento che si di una “scossa” (dal titolo di un bel saggio edito da Rubbettino, che presenteremo a fine novembre) chi dirige le istituzioni e gli enti locali: a partire dal sindaco di Caserta, a cui si impone l’obbligo di riaprire la vecchia biblioteca pubblica ed il nuovo centro multimediale all’ex macello. Al Presidente della Camera di Commercio spetta il compito di riorganizzare la biblioteca del “sapere economico” di Terra di Lavoro. Di recente al Presidente della Provincia è stata lanciata l’ interessante proposta di un fondazione per la governance dei beni culturali ed artistici (la vera ricchezza del nostro territorio). In buona sostanza, si potrebbe riproporre anche il progetto di Aislo per un distretto culturale  evoluto nella nostra provincia (a partire dalla valorizzazione dei siti e degli itinerari borbonici, alcuni in un degrado scandaloso, come il Real Sito di Carditello).</p>
<p>Su questi temi continueremo a lavorare, a produrre idee e progetti: a partire dalle scuole e dall’università (a breve organizzeremo due incontri a Capua e Caserta prendendo a spunto il nuovo libro del prof. Davide Dell’Anno sul trasferimento di conoscenza dai centri di ricerca alle imprese e al territorio). Nelle scuole saranno promosse iniziative con gli studenti ed i docenti sui temi della legalità e del razzismo. Inoltre, intendiamo promuovere a Caserta un evento – sul modello di altre città italiane – incentrato sul tema del’etica dei libri. E’ in via di elaborazione un progetto da realizzare nella prossima primavera, in cui verranno coinvolti l’assessore alla cultura del comune capoluogo, la Camera di Commercio, le imprese editoriali (a partire da quelle più innovative attive nel Mezzogiorno, da Rubbettino a Donzelli e tante altre,anche campane), il  mondo del sapere, della finanza, del terzo settore e del lavoro.</p>
<p>Caserta, 10 ottobre 2010</p>
<p>Pasquale Iorio</p>
<p>Vice Presidente Aislo</p>
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		<title>Italiani ! qui si muore. Precario di Ostuni si toglie la vita, continua l&#8217;escaletion dei suicidi per lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 08:30:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cs/VivoCaserta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Italiani ! qui si muore&#8221;, urlava il soldato tedesco ai militari italiani in un famoso film del secondo conflitto mondiale. Il mondo del lavoro di oggi sembra un grande conflitto, dove è necessario strattonare l&#8217;avversario per avere un misero posto di lavoro. Prima del giovane 27enne di Ostuni a Napoli si è suicidato un giovane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Italiani ! qui si muore&#8221;, urlava il soldato tedesco ai militari italiani in un famoso film del secondo conflitto mondiale. Il mondo del lavoro di oggi sembra un grande conflitto, dove è necessario strattonare l&#8217;avversario per avere un misero posto di lavoro. <span id="more-6520"></span>Prima del giovane 27enne di Ostuni a Napoli si è suicidato un giovane disoccupato con 2 figli, e poi ancora, si è tolto la vita un dottorando in Lettere.</p>
<p>Depressione, insoddisfazione, la paura di fallire sono questi alcuni motivi ma in un mercato del lavoro che di per sè non offre niente ad un giovane. Il desidero di mettere su famiglia, un casa, dei figli, sembrano sogni, eppure erano quasi diritti.</p>
<p>Siamo fuori dalla crisi, forse dei numeri, ma non delle persone, dei cittadini e dei giovani, il futuro di questo paese.</p>
<p>Andrea Cortese</p>
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		<title>Castel Morrone. Unità d’Italia, il Monte Castello luogo della memoria. L&#8217;Avv. Marra: un pugno in faccia. Povero Pilade Bronzetti.</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 10:06:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cs/VivoCaserta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Castel Morrone (di Michele Marra) Il gloriarsi dell’inserimento di Monte Castello di Castel Morrone tra i luoghi della memoria in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, da parte del Sindaco rappresenta un pugno in faccia a tutti coloro che hanno contribuito in modo determinante alla valorizzazione di quel luogo. Non è inutile sottolineare che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Castel Morrone (di Michele Marra) Il gloriarsi dell’inserimento di Monte Castello di Castel Morrone tra i luoghi della memoria in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, da parte del Sindaco rappresenta un pugno in faccia a tutti coloro che hanno contribuito in modo determinante alla valorizzazione di quel luogo.<span id="more-6294"></span></p>
<p>Non è inutile sottolineare che la strada a Monte Castello fu opera voluta e realizzata dal Sindaco Francesco Damiano, così come il recupero della Chiesa e la sistemazione del Monumento a Pilade Bronzetti, mentre fu il Sindaco Aniello Riello a completare i lavori e ad ottenere la riapertura del sito. Dobbiamo ringraziare, invece il Prof. Alessandro Marra, autore del volume “Pilade Bronzetti: un bersagliere per l’Unita’ d’Italia &#8220;se finalmente il mantovano ha trovato un posto biografico completo nella storia&#8221;.</p>
<p>Oggi il Monumento a Pilade Bronzetti è fatiscente; la Chiesa di Monte Castello è chiusa, il Sindaco organizza per il primo ottobre con la Pro Loco un convegno su “Vincitori e Vinti” per esaltare lo spirito borbonico più che l’esempio di Pilade Bronzetti e deve apprendersi dal Corriere di Caserta che è orgoglioso del &#8220;martirio del Bronzetti&#8221;.</p>
<p>Ebbene allora dovrebbe spiegare agli italiani per quale motivo ha pensato di dedicare una strada al Nicoletti, colui che uccise Pilade Bronzetti, senza ricordarsi di Matteo Renato Imbriani, che su quel monte fu soldato tra i 300 garibaldini, oppure per quale nobile motivo ha osteggiato l’unica Associazione “Termopili d’Italia” che per 7 anni ha consentito di conoscere Pilade Bronzetti ed il suo esempio in tutta Italia con la promozione del premio di poesia e con la consegna del premio ad honorem dedicato all’Eroe.</p>
<p>Povero Pilade Bronzetti, giovane coraggioso che per Unire l’Italia e far divenire tutti Fratelli ha perso la vita e che oggi viene avvicinato ai suoi assassini da chi pensa solo alla propaganda politica, piuttosto che al senso della storia.</p>
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