18 luglio 2009
Come un uomo sulla terra: un documentario che racconta cosa si nasconde dietro gli accordi con la Libia
di: Cs/VivoCaserta | Attualità
Sono sempre di più i documentari che raccontano la realtà. E la denunciano.
“Come un uomo sulla terra” è un documentario che racconta agli Italiani cosa si nasconde dietro gli accordi con la Libia.
Un docu-film che dà voce alla dignità e al coraggio dei migranti africani. Dagmawi studiava Giurisprudenza ad Addis Abeba, in Etiopia. A causa della forte repressione politica nel suo paese ha deciso di emigrare. Nell’inverno 2005 ha attraversato via terra il deserto tra Sudan e Libia. In Libia, però, si è imbattuto in una serie di disavventure legate non solo alle violenze dei contrabbandieri che gestiscono il viaggio verso il Mediterraneo, ma anche e soprattutto alle sopraffazioni e alle violenze subite dalla polizia libica, responsabile
di indiscriminati arresti e disumane deportazioni. Sopravvissuto alla trappola Libica, Dag è riuscito ad arrivare via mare in Ita-
lia, a Roma, dove ha iniziato a frequentare la scuola di italiano Asinitas Onlus punto di incontro di molti immigrati africani coordinato da Marco Carsetti e da altri operatori e volontari. Qui ha imparato non solo l’italiano ma anche il linguaggio del video-documentario. Così ha deciso di raccogliere le memorie di suoi coetanei sul terribile viaggio attraverso la Libia, e di provare a rompere l’incomprensibile silenzio su quanto sta succedendo nel paese del Colonnello Gheddafi. “Come un uomo sulla terra” è un viaggio di dolore e dignità, attraverso il quale Dagmawi Yimer riesce a dare voce alla memoria quasi impossibile di sofferenze umane, rispetto alle quali l’Italia e l’Europa hanno responsabilità che non possono rimanere ancora a lungo nascoste.
Testimonianze che non vogliono strappare lacrime agli spettatori ma scuotere le coscienze. Rendere gli spettatori responsabili
per denunciare e aiutare chi è ancora prigioniero di quei meccanismi. Esseri umani comprati e venduti come pacchi. Sfruttati,
picchiati, violentati. La negazione dell’essere umano. Il documentario si inserisce in un progetto di Archivio delle Memorie
Migranti che dal 2006 l’associazione Asinitas Onlus, centri di educazione e cura con imigranti (www.asinitas.net) sta sviluppando
a Roma in collaborazione con ZaLab. (www.zalab.org)
Fonte: Newsletter Libera.it




