14 gennaio 2009
Crisi e Fallimenti dei centri commerciali. Il turismo come volano
di: Comunicato Stampa | Attualità
Significativi cambiamenti sono in corso nella provincia di Caserta tra i grandi megastore della tecnologia e dell’elettronica: UniEuro chiude i battenti nell’ormai quasi defunto centro commerciale “Iperion”. In totale sono circa una quindicina i dipendenti licenziati o con possibilità di trasferimento nel Lazio.
Il gruppo Spadaro, ha subito un duro colpo dovuto alla crisi economica che ha fatto crollare gli acquisti di elettrodomestici: l’annuncio dell’avvio della procedura di mobilità è stato rilasciato in questi giorni dai vertici dell’azienda, sono circa 140 i dipendenti interessati. Inoltre, lascia sul campo i punti vendita di Marcianise presso il Centro Campania, e Teverola presso il Centro Medì, mentre non è ancora chiaro il destino degli altri sette punti vendita tra Napoli e Salerno.
Avanza, invece, il gruppo Tufano che ha già concluso l’accordo per l’acquisizione del punto vendita di Marcianise.
Il Centro Integrato Iperion è ormai semivuoto e rimangono solo pochi negozio aperti con il Famila, che probabilmente ha il ruolo di attrattore. Finanche il Centro Apollo naviga in cattive acque: il secondo piano è praticamente semideserto, mentre il terzo non è mai stato aperto, anche in questo caso è il supermercato E.Leclerc e l’Euronics che attraggono clienti.
Non si tratta solo di crisi dei consumi, l’agonia dei centri commerciali segue una logica di sviluppo economico sbagliata, fondata solo ed unicamente sul consumismo con il duplice obiettivo di creare posti di lavoro. La gara è semplicemente tra chi costruisce il centro commerciale più grande e più bello. Per il momento a vincere è il “Campania”. Dai centri commerciali si è passati ai Poli: è palese il fallimento, in termini di obiettivi ideali, del “Polo della Qualità”, su cui molti affaristi hanno speculato senza alcuna intenzione di avviare un serio progetto imprenditoriale legato alle finalità del Polo.
Presto al Campania e al Polo della Qualità si affiancherà un nuovo Polo, il “Capri 2”, un centro per lo shopping outlet, una Capri in mignatura, ricostruita artificialmente. Insomma, altri milioni cubi di cemento. Prossimo progetto in fallimento ? Speriamo di no, ma solo per i posti di lavoro, non certo per chi con questo nuovo Polo farà affari d’oro.
Stesso discorso vale anche per il Campania, i cui sostenitori dicono che abbia creato centinaia di posti di lavoro. Quanti giovani neo-imprenditori sono presenti nel Centro ? La retribuzione media degli addetti alla vendita, è proporzionale all’orario di lavoro ? Qual è la forma contrattuale di lavoro più utilizzata ? Quanti contratti a tempo indeterminato sono stati firmati ? Non si discute del numero di posti di lavoro, ma della qualità degli stessi. Esistono altre prospettive, altri modelli ?
La Reggia di Caserta, CasertaVecchia, San Leucio, Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, Capua, Aversa, le campagne di Caiazzo, il mare di Castel Voltuno e la costiera Domitiana. Sono solo una minima parte delle bellezze, dei monumenti e delle città storiche che possiede Terra di Lavoro, e su cui, se ci fossero le persone giuste ai posti di comando, si potrebbe costruire la felicità ed il riscatto economico e sociale di un’intera provincia, che fino a pochi decenni fa era tra le zone più belle della penisola.
Purtroppo, Terra di Lavoro, continuerà a pagare lo scotto di avere una classe politica incapace di governare, con scarsa sensibilità e responsabilità, e totale assenza di senso delle istituzioni e dello Stato.




