Giuseppe Messina scrive alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti
- 17 luglio 2009
- di: Comunicato Stampa
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di: Comunicato Stampa
Pubblichiamo la versione integrale della missiva inviata alla Commissione da Giuseppe Messina per il Co.Em.R. In basso all’articolo sono presenti i link (articoli simili…) ad entrambi gli allegati sulla Cava Mastroianni e su Lo Uttaro
Al Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta
sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse
Oggetto: Audizione in occasione del sopralluogo nella Regione Campania dal 14 al 16 luglio 2009
Gentile Onorevole Presidente,
siamo un Comitato civico della provincia di Caserta, oltre 10.000 cittadini, cui aderiscono decine di associazioni e movimenti, espressioni della società civile casertana e dell’associazionismo ambientalista nazionale e operiamo, altresì, in stretta collaborazione con gran parte della realtà associative della Regione Campania che in questi ultimi anni si sono impegnate sul tema ambientale e in particolare su quello dei rifiuti, nel tentativo di offrire un contributo fattivo alla soluzione dell’ormai cronica emergenza rifiuti campana.
Sappiamo che compito della Commissione, oltre a verificare l’attuazione delle normative vigenti in materia di rifiuti, è anche quello di analizzare i comportamenti della pubblica amministrazione e le modalità di gestione dei servizi di smaltimento dei rifiuti da parte degli enti locali, nonché indagare sul rapporto tra le organizzazioni criminali e la gestione del ciclo dei rifiuti, cosicché ci permettiamo, in occasione del sopralluogo che codesta Commissione sta effettuando nel territorio campano, e ringraziandovi per averci concesso la possibilità di essere ascoltati, di segnalarvi alcuni aspetti che riteniamo prioritari, sia in termini di modifica alla legislazione vigente in materia di rifiuti e/o alle scelte programmatorie già effettuate sul nostro territorio, sia in termini di comportamenti della pubblica amministrazione che, lungi dal consentire un ritorno alla gestione ordinaria del ciclo dei rifiuti, contribuiscono spesso a minare quella credibilità di cui le istituzioni, nel loro complesso, devono godere per adottare tutte quelle scelte che la tutela del bene comune richiede.
Due in particolare sono le vicende di cui abbiamo inteso riferirvi (e che trovate meglio esplicate nella documentazione a corredo della presente), lasciando ad altri esponenti della società civile campana, che pure ascolterete, il compito di segnalarvi altri aspetti, da noi ugualmente condivisi.
Tali vicende, salvaguardia del territorio e delle sue produzioni, questione discarica Lo Uttaro e Mastroianni (in progettazione) nel comune di Caserta, sono tra loro strettamente connesse e, purtroppo, tristemente emblematiche, di come le scelte operate dal Commissario di governo per l’emergenza rifiuti, in questi anni, non abbiano avuto altro effetto che quello di creare una trincea tra le legittime aspettative di soddisfazione dell’interesse pubblico della popolazione campana e i comportamenti della pubblica amministrazione, spesso indirizzati da finalità “deviate”, che hanno consentito oltremodo che gli interessi affaristici e la criminalità organizzata avessero un ruolo preponderante nel ciclo di gestione dei rifiuti, o meglio nell’assenza di un ciclo di gestione, come nel caso di Lo Uttaro la magistratura ha largamente provato (unico caso in Campania) sequestrando l’intero impianto.
Necessario sarebbe un cambio di rotta rigoroso sia dal punto di vista legislativo (cosicché, per fare un esempio, la scelta dei siti da destinare Ad un’industria insalubre non sia frutto di un’imposizione “legislativa” calata dall’alto e priva di concreti elementi di verifica sulla idoneità tecnica dei siti destinati ad ospitare un impianto di rilevante impatto sulle matrici ambientali), sia dal punto di vista dell’attendibilità delle valutazioni e delle scelte degli organi di amministrazione attiva chiamati alla soluzione dei problemi senza escludere i diretti interessati, ossia le comunità locali che, in base al buon senso ma anche alla convenzione di Aarhus hanno il diritto di partecipare, di non essere esclusi e di essere chiamati solamente in occasioni elettorali.
La ringrazio per l’attenzione.
Caserta, 15/07/2009
Per il CO.Em.R.
Dr.agr. Giuseppe MESSINA









