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13 novembre 2009
Iorio, lettera aperta a Roberto Saviano
Caro Roberto, a nome di tutte le persone libere ti voglio ringraziare per la bellissima lezione di vita che ci hai offerto ieri sera insieme a Fazio. Con una passione civile e culturale – degna dei più grandi intellettuali – ci hai fatto vedere come è possibile far vivere la bellezza anche in quei luoghi che la violenza umana ha trasformato in un inferno.

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di: Cs/VivoCaserta | Commenti

Caro Roberto,

a nome di tutte le persone libere ti voglio ringraziare per la bellissima lezione di vita che ci hai offerto ieri sera insieme a Fazio.

Con una passione civile e culturale – degna dei più grandi intellettuali – ci hai fatto vedere come è possibile far vivere la bellezza anche in quei luoghi che la violenza umana ha trasformato in un inferno.

Il tuo racconto della storia di Castel Volturno ha fatto chiarezza su uno dei casi più eclatanti di distruzione e rapina, di un vero e proprio dissesto prodotto dall’uomo in uno dei luoghi più belli del mondo.

Ed è stato molto efficace il richiamo al libro di Mario Luise (al suo viaggio dal fiume al mare tra gli “spaesati” di Castel Volturno), un sindaco che venne lasciato solo a combattere contro lo strapotere dei Coppola, che hanno prodotto uno degli scempi edilizi più devastanti nel nostro Paese, con la costruzione dell’omonimo villaggio sul mare e nella pineta.

Alla luce del tuo racconto mi sono poste alcune domande, che sono da sfondo anche nel mio recente libro sul Sud che resiste, in cui ho raccolto storie di persone e di associazioni in lotta per affermare la cultura della legalità e del riscatto sociale nelle nostre terre.

Una prima domanda la voglio rivolgere a Confindiustria, ai tanti imprenditori sani che cercano di produrre sviluppo in Campania e nel Mezzogiorno: non provate alcun imbarazzo ad avere ai vertici nazionali della vostra organizzazione una erede di quella famiglia che tanti guasti ha prodotto ?

Nello stesso tempo mi rivolgo ai vertici delle istituzioni regionali campane e locali: è mai possibile che lo stato affidi ingenti risorse per risanare e riqualificare il territorio (con progetti e finaziamenti pubblici, che possono rappresentare un vero risarcimento per le popolazioni danneggiate) proprio agli stessi imprenditori che in trenta anni sono stati gli artefici dello scempio e del disastro che è sotto gli occhi di tutti?

Mi sembra un atto di grave ingenuità e superficialità istituzionale. Infatti, non credo che sia comprensibile una operazione di riciclaccio e di innovazione da parte di una imprenditoria che finora si è dimostrata solo capace di predare il bene pubblico.

Per queste ragioni vanno viste con molto favore le ultime operazioni delle forze dell’ordine e della magistratura, non solo di forte contrasto alla camorra ed ai loro affiliati; ma anche di incriminazione nei confronti di quei politici corrotti o collusi con la delinquenza organizzata per accaparrarsi le risorse pubbliche.

Come ha sottolineato don Ciotti, è necessaria ed urgente una vera e propria “rigenerazione” delle classe dirigenti e di governo a tutti i livelli del nostro paese, in primo luogo in quei comuni ed in quelle realtà dove ancora sono intensi gli intrecci tra malaffare e politica .

A partire da quella zona grigia in cui si crea il consenso alla camorra (la cosiddetta “mafia pulita”) è necessario “compromettersi”, scegliere con nettezza il campo in cui schierarsi senza esitazione ed ambiguità. E’ quanto ci chiede anche la memoria di tante vittime della violenza cieca (come i sei giovani ghanesi di Castel Volturno, come don Peppino Diana, come don Puglisi, come Federico Del Prete, Domenico Noviello ed i tanti sindacalisti, imprenditori o magistrati massacrati dalle “bestie” mafiose) .

Per queste ragioni la nuova rete “Etica dei valori”, nata a Caserta intorno al messaggio profetico del vescovo emerito Raffaele Nogaro, sta organizzando un evento per il 23 novembre nell’aula Magna della Facoltà di Scienze della SUN per lanciare un Forum permanente sulla legalità e sull’accoglienza.

Pasquale Iorio

Autore de “Il Sud che resiste”

Caserta, 12 novembre2009



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