• Chi siamo
  • Contatti
  • Scrivi Articolo
  • Siti Amici
  • Autori
  • Aversa



Il portale della società civile della Provincia di Caserta
VENERDI 03 settembre 2010 | Google News Caserta

  • Alto Casertano
  • Aversa
  • Caiazzo
  • Capua
  • Casagiove
  • Caserta Città
  • Litorale
  • Maddaloni
  • Piedimonte Matese
  • San Marco Evangelista


  • San Nicola la Strada
  • Santa Maria Capua Vetere



Lo Uttaro, una bomba chimica per 200 mila persone
Lo Uttaro è una località del Comune di Caserta, nella zona sud-est della città, al confine con i Comuni di San Nicola la Strada, San Marco Evangelista e Maddaloni e ...
 
  • 17 luglio 2009
  • di: Comunicato Stampa
  •  




di: Comunicato Stampa

Lo Uttaro è una località del Comune di Caserta, nella zona sud-est della città, al confine con i Comuni di San Nicola la Strada, San Marco Evangelista e Maddaloni e baricentrica rispetto a tutti e quattro i nuclei abitati. E’ caratterizzata dalla presenza di decine di cave di tufo a fossa che negli ultimi 30 anni, una volta dismesse, sono state utilizzate come luoghi di abbandono di rifiuti solidi urbani e industriali pericolosi di ogni provenienza.

Fino ai primi anni 90 è stata in funzione la discarica Migliore Carolina che ha seppellito nelle sue pieghe più di 2.000.000 di mc di ogni sorta di rifiuto. Sono state realizzate, poi, in rapida successione la discarica Ecologica Meridionale (oltre 1.500.00 mc) e nel 1998 quella confinante del Commissario di governo (almeno 800.000 mc). Si stimano in oltre 6 milioni di mc i rifiuti di ogni tipo interrati nel territorio de Lo Uttaro. Le periodiche crisi ed emergenze che hanno interessato negli ultimi anni l’intera Regione Campania hanno trovato spesso uno sbocco a Lo Uttaro. Così è sorto il sito di trasferenza, attualmente sotto sequestro da parte della magistratura, che ospita circa 20.000 tonnellate di rifiuti, quello di stoccaggio (cosiddetto ‘Panettone’) che ospita i rifiuti della città di Napoli (almeno 10.000 t) raccolti in tutta fretta per consentire lo svolgimento della “Notte Bianca del 2005.

Il progressivo accumulo di rifiuti ha determinato inoltre la cessazione delle attività economiche nel frattempo sviluppatesi in quella stessa zona con il conseguente abbandono degli edifici sorti a tale scopo, tra i quali la sede di una multinazionale dell’informatica (che dava lavoro a circa 500 persone) e il macello della città di Caserta, costato più di 6 milioni di Euro, e ora devastato da ripetuti atti di vandalismo perché abbandonato dall’Amministrazione comunale di Caserta (danno erariale e all’economia agricola essendo l’unico macello autorizzato UE della regione). E il medesimo destino è toccato ai resti archeologici dell’antica Calatia, confinanti con l’area di discarica e la cui valorizzazione per finalità turistiche è resa impossibile dalla situazione circostante (Caserta è stata dichiarata, appena due mesi fa Città Turistica).

La discarica

La discarica, denominata correntemente Lo Uttaro, è allocata per la precisione nella cava Mastropietro, un invaso da circa 300.000 mc situato appunto in località Lo Uttaro al limitare dei quattro comuni, al centro di una conurbazione di più di 200.000 abitanti. La creazione della discarica Mastropietro rappresenta un autentico caso di misfatto ambientale. Infatti, già nel settembre 2005 la Regione Campania aveva dichiarato l’area Lo Uttaro (comprensiva del nuovo sito, all’epoca interessato da sversamenti abusivi di circa 80.000 tonnellate di rifiuti) “Sito di interesse nazionale” da bonificare, visto il gravissimo stato di degrado ambientale. Nonostante questo, nell’ottobre 2006 allorquando il Commissario di governo per l’emergenza rifiuti (all’epoca Guido Bertolaso appena nominato) chiede per la Provincia di Caserta un sito idoneo da adibire a discarica per i rifiuti trattati e provenienti dal CDR di Santa Maria Capua Vetere il Prefetto di Caserta costituisce un gruppo di lavoro che individua 6 cave ritenute idonee all’uso richiesto e sceglie (?) – con dichiarazioni e atti tecnici falsi- la cava Mastropietro in località Uttaro. L’11 novembre del 2006 viene sottoscritto un Protocollo d’intesa firmato dal Sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti, dal Presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis e dal Commissario Straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania Guido Bertolaso, che formalizza la scelta de Lo Uttaro (con previsione di futuri ampliamenti).

Il protocollo aveva caratteristiche anomale. Il documento impegnava in forma personalistica i firmatari e presumeva finanche la sua inefficacia in caso di dimissioni di Bertolaso. Questo accordo passò sotto silenzio in beffa al buon senso e a tutte le affermazioni di democraticità che la Carta di Aalborg, sottoscritta dall’Italia, prevedeva nei casi di impianti pericolosi per la salute dei cittadini. Un impegno di così grave portata non ebbe neanche il passaggio preventivo nelle assisi comunali e provinciali ma fu ratificato a cose fatte a colpi di maggioranza dalle forze politiche al governo negli enti locali soffocando ogni dibattito libero e proposte alternative. Nel frattempo viene pubblicata, sulla G.U. 285 del 7/12/06, la Legge 290 che, di fatto, vieta al commissario di localizzare discariche in siti come Lo Uttaro.

Con ordinanza n° 3/2007 il commissario Bertolaso indica la cava Mastropietro come discarica, approva il progetto preliminare, ed in 7 giorni nomina una commissione di gara che bandisce, aggiudica ed affida alla ditta vincitrice i lavori, senza evidenza pubblica. A lavori quasi ultimati, lo stesso commissario approva il progetto definitivo con ordinanza n° 75: siamo al 16 Marzo 2007.

Nonostante questo la discarica abusiva viene collaudata, a causa della dichiarazione dell’Arpac che attesta essere sussistenti “le condizioni essenziali richieste per il rispetto dell’ambiente”. Sin dall’inizio risulta chiaro che oltre che criminale la scelta di impiantare la discarica fu effettuata con assoluta inefficienza e mancanza di rispetto delle elementari regole di sicurezza. L’invaso della discarica, sorto a ridosso di una precedente discarica, non ha un sistema efficace di raccolta del percolato, non ha coperture dei rifiuti, non ha adeguati impianti connessi.

Entro il 23 giugno sarebbe dovuta iniziare, in base al Protocollo d’Intesa, la rimozione dei rifiuti dal sito di trasferenza, ma gli impegni non vengono rispettati.

Tre giorni dopo, nel corso dell’udienza ex art. 700 c.p.c. svoltasi di fronte al Tribunale di Napoli, il consorzio ACSA, che gestisce il sito, deposita alcune analisi a campione effettuate dalla società Chelab di Treviso incaricata di fare i controlli nella discarica dalla stessa ACSA. La relazione afferma che a Lo Uttaro, discarica autorizzata allo smaltimento di rifiuti non pericolosi, si stanno smaltendo “rifiuti pericolosi che non possono essere smaltiti neppure in discariche per rifiuti speciali se non previamente trattati”.

Nel pieno delle esalazioni da discarica il giudice monocratico dr.ssa Como del Tribunale civile di Napoli accoglie il ricorso dei cittadini casertani e, con un’ordinanza del 3 agosto 2007, decide per la chiusura della discarica giudicandola una “scelta frettolosa a discapito della salute delle persone”. L’ordinanza conferma che a Lo Uttaro “vi è presenza di sostanze altamente pericolose che superano i limiti massimi consentiti” e che “tutta la falda monitorata è inquinata”. Incredibilmente due giorni dopo il commissario straordinario riesce ad ottenere dal Tribunale la sospensione dell’ordinanza, in attesa della discussione del ricorso presentato contro tale decisione, paventando “il rischio igienico e sanitario che si sarebbe generato dalla impossibilità di reperire subito un altro sito per la raccolta e lo stoccaggio dei rifiuti”, visto che quello di Lo Uttaro rappresenta l’unico sito per lo smaltimento di tutta la Campania. Il ferragosto dei casertani passa con le finestre chiuse per non respirare la vomitevole puzza de Lo Uttaro. Il 22 agosto, durante la prima udienza del ricorso Commissariale contro l’ordinanza di chiusura di Lo Uttaro, il giudice decide di prendere tempo e nominare un consulente tecnico d’ufficio (CTU) per la verifica della pericolosità della discarica.

Il 15 ottobre il Consulente tecnico, prof. De Rosa, deposita la relazione richiestagli dal Tribunale di Napoli. E’ un’ulteriore conferma della pericolosità della discarica. Vi si legge che “l’abbanco di ulteriori quantità di rifiuto nell’invaso, risulta aggravare il già elevato grado di rischio di impatto cui sono soggette tutte le componenti ambientali, compresa la salute pubblica, dell’ambito territoriale limitrofo”. E ancora: “Sulla base di quanto riportato si evince che la scelta del sito Lo Uttaro per la localizzazione della discarica per rifiuti solidi, oltre a contravvenire ad indicazioni normative e di merito espresse in più parti, non risulta rispondere ai criteri in base ai quali tale scelta è stata giustificata”. Ai primi di novembre il commissario Pansa parla in un’intervista del “Paradosso Caserta”. La città che ospita la discarica illegale e pericolosa è anche quella più interessata dalla presenza di cumuli di rifiuti in strada.

Il 9 novembre il Comitato dei garanti effettua un sopralluogo nel sito di trasferenza di Lo Uttaro accertando che, a distanza di un mese dall’inizio delle operazioni di rimozione, sono state tritovagliate solo 7000 tonnellate di rifiuti che giacciono per buona parte ancora nell’area del sito, a dispetto delle tanto sbandierate bonifiche.

Il 20 Novembre, in contemporanea, il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere dott. Piccirillo e il Tribunale Civile di Napoli dispongono la definitiva chiusura della discarica. Il provvedimento di sequestro penale viene eseguito dai Carabinieri del NOE che provvedono anche a notificare ben 12 avvisi di garanzia per vari reati, tra cui disastro ambientale, a carico di dirigenti e tecnici che hanno responsabilità nella decisione di aprire la discarica nonché nella sua gestione. La conferma dell’ordinanza di chiusura emessa nel mese di luglio dal Giudice del Tribunale civile di Napoli Fausta Como, invece, si fonda sulle risultanze della relazione del CTU Prof. De Rosa confermando appieno le preoccupazioni della popolazione circa la pericolosità del sito.

A distanza di un anno dall’ordinanza che disponeva l’inizio dei lavori a Lo Uttaro la città di Caserta e quelle con essa confinanti sono sommerse da migliaia di tonnellate di rifiuti che non vengono raccolti dalla prima metà di dicembre.

Il 7 febbraio, su richiesta del commissario straordinario Gianni De Gennaro, il PM del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Guarriello dispone il dissequestro temporaneo per 30 giorni della discarica allo scopo di consentire i rilievi necessari ad accertare la possibilità di un suo ulteriore utilizzo. Il giorno dopo il CTU nominato dal Procuratore consegna una relazione che ribadisce nelle linee essenziali la preoccupazione sull’inadeguatezza e pericolosità del sito. Il 12 febbraio il commissario De Gennaro, a seguito delle risultanze dei rilievi effettuati dal Genio militare sulle vecchie discariche di Ariano Irpino, Montesarchio, Villaricca e Lo Uttaro, dichiara, in conferenza stampa, che non intende più utilizzarle e sottolinea per la prima volta le ragioni delle popolazioni che protestavano. In particolare definisce Lo Uttaro un “pozzo di veleni” e afferma di aver trasmesso alla Procura della Repubblica gli esiti delle indagini effettuate che dimostrerebbero la falsità della documentazione fornitagli dal Commissariato e dall’ARPAC circa la idoneità dei siti ad ospitare ulteriori sversamenti di rifiuti.

Il 25 maggio viene pubblicato il decreto 90/2008 e si scopre tra le dieci discariche del piano Bertolaso (nel frattempo nominato sottosegretario con delega all’emergenza rifiuti in Campania) è presente anche la cava Mastroianni in località Torrione del Comune di Caserta, confinante con la discarica Lo Uttaro dalla quale la divide solo esile parete di tufo. Tale cava ha una volumetria di circa 1.500.000 mc (circa cinque volte quella di Lo Uttaro). Il decreto consente di sversare nelle nuove discariche anche rifiuti pericolosi (ceneri leggere e pesanti e fanghi industriali). Assai singolare è che tra i limiti cui deroga il decreto vi sono anche quelli relativi agli “idrocarburi totali” rintracciati in concentrazioni molto elevate proprio nella discarica Lo Uttaro. Evidente poi è il tentativo di demolire l’operato della magistratura prevedendo lo spostamento delle competenze in materia di rifiuti al Tribunale e alla Procura di Napoli e la necessità che i provvedimenti cautelari, sia civili che penali (cioè sia l’ordinanza civile di chiusura che il sequestro penale), siano riconfermati rispettivamente entro 20 e 30 giorni dal TAR Lazio e dal Giudice per le indagini preliminari (in composizione collegiale). La Procura della Repubblica di Napoli non tarderà a confermare il sequestro penale del sito, ribadendo le preoccupazioni della magistratura Samaritana sulla pericolosità della discarica.

Tale gravissima situazione ambientale impone, con ogni consentita urgenza e quale azione prioritaria, la bonifica del sito attraverso la rimozione del materiale sversato e quello illecitamente stoccato per almeno 80.000 tonnellate sin dal 1989 così come ampiamente provato e suffragato dallo stesso capo cantiere della ditta incaricata di realizzare, di fatto, sopra una discarica illegale con materiale di incerta natura e provenienza, una discarica pubblica che per come è stata costruita e gestita costituisce un autentico pericolo per la salute pubblica e l’ambiente.

Tuttavia l’evenienza di una bonifica dell’area appare ad oggi ipotesi estremamente remota se è vero che a distanza di ben 20 mesi dalla chiusura della discarica ad opera della magistratura e nonostante gli impegni assunti in tal senso dal Commissariato nel Protocollo d’intesa dell’11 novembre 2006, nonostante la ripetute richieste da parte di questo Comitato, e nonostante gli incontri istituzionali tra le parti interessate (Provincia, Sottosegretariato, Consorzio di Bacino, Commissariato alle bonifiche) avvenuti su iniziativa dell’Assessore all’ambiente della Provincia di Caserta nei primi mesi del 2009, la detta discarica non risulta ancora neppure messa in sicurezza1.

E’ evidente, con riferimento a tale vicenda, che la bonifica dell’area, urgente e necessaria già dal settembre 2005, costituisce oggi un passo fondamentale oltre che per ripristinare un livello minimo di protezione delle matrici ambientali, a tutela dell’incolumità e della salute pubblica, anche per ripristinare un livello minimo di legalità e di fiducia nelle istituzioni che costituisce un prerequisito fondamentale per la definitiva uscita dall’emergenza e per ogni possibile prospettiva di sviluppo di questo martoriato territorio.

In tal senso, è fondamentale che vi siano adeguati stanziamenti per consentire le attività di messa in sicurezza e di bonifica, che tali fondi non vengano distratti per altri utilizzi, e che vi sia un adeguato controllo sui soggetti cui vengano affidate tali opere di bonifica.

Per quanto sopra esposto chiediamo a codesta Commissione, di far proprio il presente documento e avviare tutte le azioni in suo possesso per assicurare il ritorno alla normalità delle popolazioni che insistono nell’area di lo Uttaro e il completamento del policlinico universitario distante poco meno di 700 metri dalla discarica.

Per il CO.Em.R.
Dr.agr. Giuseppe MESSINA



Altri Post:

  • Cisl Fp – Comune di Alife, i dipendenti non percepiscono il salario accessorio dal 2005
  • Vinestate entra nel vivo: 21 aziende in esposizione. Convegno su Arte, vino e territorio – Il vino si fa immagine
  • LittleBlackDress, anche a Caserta Fashion Night Out, la notte bianca del lifestyle
  • Radiossina all’Atellana Festival 2010
  • Sparanise – Il Centro Studi Danza alla rassegna nazioanle di Sernigallia
  • Solopaca, la festa dell’uva. SOLOPACA (BN): DAL 9 AL 16 SETTEMBRE LA XXXIII FESTA DELL’UVA Il tema scelto per questa edizione è “A spasso nel tempo”
  • S.Nicola, Pallavolo, presentato il progetto del San Nicola Volley


Both comments and pings are currently closed.

Commenti chiusi






Piedimonte Matese: partito il progetto comunale di contrasto alla povertà

Mezzanotte sotto le stelle sulla collina di S.Pasquale a Piedimonte Matese

Le Lune di Pompei, il percorso notturno per l’antica città

I° edizione del concorso Uno spot per Pompei

Ruviano dal 3 agosto parte la festa dell’anguilla

Casagiove, partito il servizio Prevenzione effetti caldo 2010

S.Marco, Per il nuovo anno scolastico scompare il ticket unico per la mensa, arrivano le fasce in base al reddito


Link Sponsorizzati:




Link Sponsorizzati:




Tag

Aggiungi nuovo tag Ambiente antimafia associazione giocatori anonimi Attualità Capri 2 Outlet Casagiove Caserta Città cave Cinema cittadinanza Cronaca Cultura Diario di bordo Don Giseppe Diana economia emergenza rifiuti enogastronomia Esteri Giuseppe Messina Giustizia immigrazione impegno civile laicità lavoro macrico marco travaglio morti bianche museo campano Musica Napoli Cultura nicodemo petteruti osservatorio prezzi PA Politica Nazionale raccolta differenziata Raffaele Nogaro ruini Salute Sannio Film Fest Scuola solidariertà sport stampa internazionale terzo settore

Articoli recenti

  • Cisl Fp – Comune di Alife, i dipendenti non percepiscono il salario accessorio dal 2005
  • Vinestate entra nel vivo: 21 aziende in esposizione. Convegno su Arte, vino e territorio – Il vino si fa immagine
  • LittleBlackDress, anche a Caserta Fashion Night Out, la notte bianca del lifestyle
  • Radiossina all’Atellana Festival 2010
  • Sparanise – Il Centro Studi Danza alla rassegna nazioanle di Sernigallia

RSS Al Cinema

  • Shrek e vissero felici e contenti
  • Nightmare
  • Giustizia privata
  • Letters To Juliet
  • Urlo
  • I mercenari - The Expendables
  • L'apprendista stregone
  • Sansone

Blogroll

  • Caravaggio
  • Cerco un lavoro
  • Comune di Caserta
  • EPT Caserta
  • Michelangelo Buonarroti
  • Recensione Libri
  • Reggia di Caserta
  • Torre di Pisa
  • Viaggio A…
  • VivoFerrara
  • VivoMilano

VivoCaserta.org- Portale No Profit di Giornalismo collettivo. La pubblicità compresi i banner presenti su questo sito web sono gratuiti, i gestori del sito svolgono la loro attività gratuitamente. VivoCaserta è un sito web senza scopo di lucro. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Gli Autori sono responsabili dei propri articoli. Si declina ogni responsabilità sul contenuto degli articoli. Per eventuali rettifiche o contatti con il webmaster: info[at]vivocaserta.org