31 luglio 2010
Naomi Campbell chiede la Reggia di Caserta per le sue nozze. Iorio: incredibili le adesioni da parte di alcuni politici
di: Cs/VivoCaserta | Prima Pagina
In questi giorni sulla stampa locale si è animata una discussione sulla richiesta della top model Naomi Campbell di utilizzare la Reggia di Caserta per le sue nozze. Sono davvero stupefacenti le dichiarazioni di adesione entusiasta da parte di alcuni esponenti del mondo politico e delle istituzioni campane, come il presidente della Provincia di Caserta on. Zinzi, dell’assessore regionale De Mita e dell’on. Riccardo Ventre.
Le loro argomentazioni mi appaiono espressione di una classe politica e di governo locale senza idee e progetti per una politica di sviluppo fondata sulla valorizzazione delle migliori risorse e dei beni culturali, che costituiscono la maggiore ricchezza del nostro territorio.
Non so se in altri paesi e contesti europei una discussione del genere si sarebbe mai prodotta. Non riesco ad immaginare il Louvre o il Castello di Praga ridotti a contenitori nuziali!
Purtroppo in questa discussione emerge ancora una volta una visione becera, del tutto subalterna alle culture del consumismo rampante e del neo capitalismo. Tutto si riduce al dato economico e di immagine. Mi sembra il modo peggiore – alquanto barbaro – di considerare uno dei beni culturali più belli ed ammirati nel mondo, patrimonio dell’Unesco.
Ed ancora più discutibile appare la tesi che si tratta di un “evento eccezionale”, dimenticando che riguarda un privato che sarebbe privilegiato rispetto a tutti gli altri cittadini.
A mio parere la Reggia va vista come la più grande opportunità per Caserta, come un enorme “attrattore” intorno a cui produrre e creare ricchezza, con politiche di sviluppo non solo economico. La sua presenza imponente richiederebbe ben altra attenzione e rispetto da tutti gli enti istituzionali e sociali presenti sul territorio. E’ giunta l’ora di pensare a progetti ambiziosi, come quello di farla diventare il centro di un itinerario dei “siti reali”. Su mandato della provincia, come Aislo (Associazione Italiana per lo sviluppo locale) abbiamo lavorato intorno ad una ricerca-azione per costruire un “distretto culturale evoluto”, sul modello delle realtà più moderne nel mondo.
Lo stato del patrimonio storico ed artistico della nostra provincia grida vendetta per alcuni casi di degrado (come il Real Sito di Carditello); di sottoutilizzazione di spazi recuperati (come il complesso di S. Leucio). Invece di pensare a scorciatoie solo per fare cassa (vedi anche l’ipotesi pericolosa del governo di vendere ai privati beni demaniali), sarebbe utile uno sforzo di integrazione ed una capacità di fare rete da parte delle istituzioni locali e degli attori sociali per realizzare progetti di valorizzazione e salvaguardia del nostro patrimonio culturale.
Su questo sarebbe utile la partecipazione ed il contributo di merito da parte del mondo della cultura e del sapere (in primo luogo dell’università), delle associazioni culturali e dei cittadini. Anche solo per indignarsi e per protestare contro i “nuovi mercanti nel tempio”.
Caserta, 31 luglio 2010
Pasquale Iorio
Vice Presidente Aislo




