8 gennaio 2010
Progetto Tharaka: Cena di solidarietà per Kamole (Congo)
di: Cs/VivoCaserta | Attualità
CAPUA – Nell’ambito delle iniziative della quarta edizione del “Progetto Tharaka”, organizzate dalla comunità parrocchiale della chiesa dei santi Filippo e Giacomo, retta da don Gianni Branco, in calendario “La Napoli della Belle Epoque a tavola”. La serata, in programma per sabato 16 gennaio prossimo, con inizio alle ore 20.00, offrirà un vasto repertorio della nostra più apprezzata tradizione culinaria al servizio della Carità e del Dono. Una serata di solidarietà, con il vescovo Mons. Bruno Schettino, in favore di paesi africani a cui prenderanno parte anche Sindaci ed Amministratori locali.
Il “Progetto Tharaka”, che conserva il nome della prima regione dell’Africa che la comunità parrocchiale di don Gianni ha sostenuto, quest’anno è rivolto a un piccolo centro di un’isola del lago Kivu, uno dei grandi laghi africani a 1460 s.l.m, tristemente noto per accogliere i corpi delle vittime del genocidio ruandese e in tempi più recenti per la guerra civile nelle regioni del Nord-Kivu e Sud-Kivu.
“Quest’anno, – ha commentato don Gianni Branco – grazie al suggerimento provvidenziale del padre caracciolino Raffaele Mandolesi che per molti anni ha compiuto la sua missione nel continente africano, la meta missionaria sarà Kamole, la neonata parrocchia, sull’isola di Idjwi, al centro del lago Kivu, nell’ Arcidiocesi di Bukavu nella Repubblica Democratica del Congo.
Tanti nomi ancora difficili da pronunciare ma che già si fanno spazio nei nostri cuori per un concreto aiuto in una situazione di grande difficoltà. Una scelta che arriva al termine di un percorso di collaborazione e condivisione con la comunità dei padri caracciolini iniziata in occasione della festa liturgica di San Francesco Caracciolo, fondatore dei Chierici Regolari Minori e compatrono di Napoli, ai quali è stata affidata la nuova missione. A Kamole intendiamo aiutare a costruire, con la nostra solidarietà, un centro di ginecologia, di maternità e uno di neonatalogia come già fatto l’anno scorso per Mbweni in Tanzania.”
“Il vasto territorio che ci è stato affidato – ha ricordato padre Raffaele Maldolesi – conta circa trentamila abitanti è privo quasi completamente di strade. I cristiani nella loro povertà lì hanno in passato costruito una chiesa con annesso un locale che fa da sagrestia, ma di tutta la costruzione sono riusciti a tirare su solo il grezzo coperto da lamiere, il pavimento è in terra battuta, senza porte e finestre, senza altare. Questo è tutto quello che c’è per ora.”




