27 ottobre 2010
Rifiuti, discarica di San Tammaro. Medici per l’Ambiente: gravi errori, aprire subito l’impianto di Compostaggio
di: Raffaele Raimondo | Caserta Città • Prima Pagina
CASERTA - Dalla sezione casertana dei Medici per L’Ambiente arriva una durissima versione dell’ennesimo oltraggio ambientale regionale. Nell’intera Terra di Lavoro e, segnatamente, nel Basso Volturno, su cui starebbe per intervenire un eventuale nuovo Commissariamento governativo, si va prospettando nientedimeno che la realizzazione di un “immondezzaio generale”, con l’ampliamento delle discariche “Maruzzella 1 e 2 ” e con la costruzione di una possibile megadiscarica per il percolato di tutta la Campania (sic!) definita (molto impropriamente!) “impianto chimico” – del quale si conosce pochissimo (anche i sindaci e la Provincia non ne sanno quasi nulla) – e che produrrà un inquinamento da odore nauseabondo per almeno 15 chilometri.
Il presidente dell’Isde, dottor Gaetano Rivezzi, è perentorio ed espone quanto ha già avuto modo di proporre venerdì 22 ottobre alla trasmissione “Articolotre” della Rai Nazionale di Silvia Busi : “Troppi e gravi gli errori gestionali commessi dalle Amministrazioni locali – afferma il pediatra sammaritano - peraltro riconducibili ad un’accettazione, talora supina, di decisioni comunque calate dall’alto e che hanno reso “cittadella della mondezza” quella che era una zona fertilissima oppure cedendo ad uno “smaltimento senza regole” verificatosi per mille condizionamenti perfino legislativi ed amministrativi. In altri termini, si sono addirittura coniugate un’incredibile sottovalutazione dei problemi connessi ed una diffusa ignoranza. Adesso non bisogna perdere più tempo!
E’ dello stesso parere l’assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romano, intervenuto al dibattito televisivo di RAI 3, persuaso anch’egli che ormai è “più che evidente” la connessione rifiuti-perniciose patologie incalzanti: al Capo della Protezione civile, Bertolaso, occorre dunque prospettare, fra l’altro, l’attivazione, in tempi ultrarapidi, l’attivazione dell’impianto di compostaggio di San Tammaro, che consentirebbe di evitare altre beffe impiantistiche, salvo poi a razionalizzare i passi urgentissimi che organicamente sono da compiere con fermezza assoluta”.




