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	<title>VivoCaserta - Il portale della società civile della Provincia di Caserta &#187; Don Giseppe Diana</title>
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	<description>Il portale della società civile della Provincia di Caserta</description>
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		<title>Libera Caserta, Verso ControMafie: il calendario degli eventi</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 12:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comunicato Stampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pimo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Don Giseppe Diana]]></category>

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		<description><![CDATA[Di seguito pubblichiamo il calendario degli eventi organizzato da Libera Caserta &#8211; Comitato Don Peppe Diana, iniziative in occasione dei prossimi Stati Generali dell&#8217;Antimafia che si terranno a Roma da 23 al 25 Ottobre. Contromafie, si legge sul sitoufficiale di Libera nazionale, è un percorso di impegno culturale e sociale, uno strumento di lavoro che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito pubblichiamo il calendario degli eventi organizzato da Libera Caserta &#8211; Comitato Don Peppe Diana, iniziative in occasione dei prossimi Stati Generali dell&#8217;Antimafia che si terranno a Roma da 23 al 25 Ottobre.</p>
<p>Contromafie, si legge sul <a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/737">sitoufficiale di Libera nazionale</a>, <em>è un percorso di impegno culturale e sociale, uno strumento di lavoro che LIBERA propone periodicamente per offrire progettualità e contenuti all&#8217;associazionismo che si occupa di lotta alle mafie e che si batte per legalità e giustizia sociale; ulteriore obiettivo è la verifica degli esiti del confronto avviato con le istituzioni, con la politica e altri soggetti, a partire da quanto contenuto nel Manifesto finale di ogni edizione. Il messaggio degli Stati generali è duplice, ovviamente negativo (contro le mafie) ma soprattutto positivo (per i diritti della Costituzione): è necessario &#8220;essere contro&#8221; tutte le mafie e la corruzione, le illegalità e i soprusi, ma è più importante &#8220;essere per&#8221; costruire percorsi e spazi di libertà, cittadinanza, informazione, legalità, giustizia, solidarietà.</em></p>
<p><strong>08 ottobre 2009 </strong>- BENE CONFISCATO Le Terre di Don Peppe Diana<br />
Dove: Loc.Centore Via P.Pagliuca Trav. Via del Cigno<br />
Castel Volturno</p>
<p>- h.9.00 &#8211; 11.00</p>
<p>RACCOLTA DEI PEPERONI E DELLE MELENZANE, &#8220;frutto&#8221; del campo di Volontariato giugno-settembre 2009</p>
<p>- h.10.00</p>
<p>Visita del Consigliere dell&#8217;ambasciata britannica a Napoli &#8211; Responsabile per giustizia ed affari interni, Christopher Layden</p>
<p>-h.18.30</p>
<p>Consegna dei libri raccolti dal Coordinamento di Libera Pisa per la Biblioteca in allestimento sul bene confiscato, sarà presente don Armando Zappolini (Ref.Libera Pisa)</p>
<p><strong>10 ottobre</strong><br />
ASSEMBLEA LIBERA CASERTA “VERSO CONTROMAFIE” in preparazione di CONTROMAFIE 2009</p>
<p>Dove: c/o Le Terre di Don Peppe Diana  &#8211; Loc.Centore Via P.Pagliuca Trav. Via del Cigno Castel Volturno dalle h.15.30 – 19.30.</p>
<p>Tutti sono inviati a partecipare, manda la tua adesione a caserta@libera.it<br />
sul sito <a href="http://www.liberacaserta.org">www.liberacaserta.org</a> il programma</p>
<p>23-25 ottobre<br />
CONTROMAFIE 2009 &#8211;  II EDIZIONE DEGLI STATI GENERALI DELL&#8217;ANTIMAFIA &#8211; ROMA</p>
<p>Scaricare il modulo d’iscrizione su www.libera.it,  compilarlo ed inviarlo a contromafie@libera.it e per conoscenza a caserta@libera.it</p>
<p><em>per continuare a costruire comunità educative, solidali e sane &#8211; cittadini in cammino</em></p>
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		<title>Verso .. ‘Contromafie II edizione Gli Stati Generali dell’Antimafia”</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 13:44:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comunicato Stampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pimo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Don Giseppe Diana]]></category>

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		<description><![CDATA[Si terrà Sabato 10 ottobre alle ore 15,30, in Via del Cigno, Trav. di Via P.Pagliuca &#8211; Castelvolturno, Su “Le terre di don Peppe Diana” bene confiscato alla camorra, l&#8217;Assemblea Provincia di Libera: Verso .. ‘Contromafie II edizione Gli Stati Generali dell’Antimafia”. Programma: * ORE 15.30 – INCONTRO * ORE 16.00- SALUTI ed INTRODUZIONE di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà Sabato 10 ottobre alle ore 15,30, in Via del Cigno, Trav. di Via  P.Pagliuca &#8211; Castelvolturno, Su “Le terre di don Peppe Diana” bene confiscato alla camorra, l&#8217;Assemblea Provincia di Libera: Verso .. ‘Contromafie II edizione Gli Stati Generali dell’Antimafia”.<span id="more-1738"></span></p>
<p>Programma:</p>
<p>*     ORE 15.30 – INCONTRO<br />
*     ORE 16.00- SALUTI ed INTRODUZIONE di don Tonino Palmese -Referente Libera Campania e Valerio Taglione- Referente LIBERA Caserta</p>
<p>*     ORE 16.15- DIVISIONE GRUPPO di LAVORO</p>
<p>-Per una parola di Libertà<br />
-Per un sapere di Cittadinanza<br />
-Per un dovere di Informazione<br />
-Per una politica di Legalità<br />
-Per una domanda di Giustizia<br />
-Per una economia di Solidarietà</p>
<p>*     ORE 17.30 &#8211; PRESENTAZIONE ‘ Uso e disuso dei beni confiscati’;<br />
*     ORE 18.00 – PLENARIA GRUPPI di LAVORO<br />
*     ORE 19.15 &#8211; CONCLUSIONE  e BUFFET</p>
<p>Per info. www.liberacaserta.org</p>
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		<item>
		<title>Nascono i paccheri di Don Peppe Diana</title>
		<link>http://www.vivocaserta.org/nascono-i-paccheri-di-don-peppe-diana/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 15:20:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comunicato Stampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pimo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Don Giseppe Diana]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal grano della terra di camorra sono nati i “Paccheri” di don Peppe Diana. Il grano è quello prodotto su un bene confiscato a Pignataro, raccolto ai primi di agosto da decine di ragazzi provenienti da tutt’Italia, arrivati a Castel Volturno, in un terreno confiscato al camorrista Michele Zaza, per contribuire a creare la prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vivocaserta.org/wp-content/uploads/2009/09/paccheri-dondiana.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1687" title="paccheri-dondiana" src="http://www.vivocaserta.org/wp-content/uploads/2009/09/paccheri-dondiana.jpg" alt="paccheri-dondiana" width="97" height="175" /></a>Dal grano della terra di camorra sono nati i <strong>“Paccheri” di don Peppe Diana</strong>. Il grano è quello prodotto su un bene confiscato a Pignataro, raccolto ai primi di agosto da decine di ragazzi provenienti da tutt’Italia, arrivati a Castel Volturno, in un terreno confiscato al<br />
camorrista Michele Zaza,  per  contribuire a creare la prima cooperativa Libera Terra della Regione Campania.<br />
Da quel grano saranno prodotti circa 35.000 pacchi (500 gr.) di paccheri in confezione speciale. Una prima confezione (andrà in commercio tra alcune settimane), è stata consegnata ai genitori del parroco di casal di principe (foto allegata) ucciso dalla camorra il<br />
19 marzo del 1994.  Il pacco reca la scritta “Il g(i)usto di Campania – Le terre di don Peppe Diana” e conterrà paccheri artigianali fatti dai pastai di Gragnano, per sostenere la nascita della cooperativa “Le terre di don Peppe Diana”. Il prodotto è stato presentato nei giorni scorsi anche al  Salone internazionale del Naturale &#8211; SANA di Bologna-, dal  presidente dell’associazione Libera, don Luigi Ciotti.</p>
<p>Sul retro della confezione  c’è scritto:</p>
<p>“La pasta Libera Terra, da sempre sinonimo di altissima qualità, <a href="http://www.vivocaserta.org/wp-content/uploads/2009/09/famiglia-don-peppe-diana.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1688" title="famiglia-don-peppe-diana" src="http://www.vivocaserta.org/wp-content/uploads/2009/09/famiglia-don-peppe-diana.jpg" alt="famiglia-don-peppe-diana" width="200" height="150" /></a>da oggi prodotta anche in Campania secondo la tradizione dei Maestri pastai di Gragnano. La pregiatissima semola viene lavorata con metodo artigianale ed essiccata lentamente a basse temperature, per mantenere inalterato lo straordinario gusto del miglior grano duro raccolto sui terreni confiscati alla camorra nel comune di Pignataro Maggiore (CE) unito a quello coltivato dalle cooperative che gestiscono i terreni confiscati alla mafia e dagli agricoltori campani e del sud Italia che ne condividono il progetto di riscatto. Sull’incarto sono rappresentate tutte le piante che crescono spontanee nei nostri campi di grano ove non è impiegato alcun diserbante nocivo per l’uomo e per l’ambiente. Raccogliamo meno grano, ma lo facciamo in modo sano. Con questa pasta sostieni il progetto “Verso la cooperativa le Terre di Don Peppe Diana – Libera Terra Campania” per la gestione delle terre confiscate alla camorra nei comuni di Castelvolturno e Cancello Arnone creando nuove opportunità di lavoro pulito, giusto e legale. Questa pasta è dedicata a Don Peppe Diana, il prete ucciso nella sua Chiesa il 19 marzo 1994 a Casal di Principe per non aver mai chinato la testa contro la violenza e l’arroganza della camorra.”</p>
<p>“E’ un’altra scommessa vinta – dice<strong> Valerio Taglione</strong>, coordinatore di Libera Caserta e del Comitato don Diana – insieme a tutti quelli che in questi anni ci hanno sostenuto e hanno creduto insieme a noi che è possibile costruire comunità alternative alla camorra  a partire da fatti concreti. La prossima tappa sarà la produzione di mozzarella di bufala”</p>
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		<title>Appello di Roberto Saviano in difesa di Don Diana. Pecorella chiede scusa</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 19:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comunicato Stampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Don Giseppe Diana]]></category>

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		<description><![CDATA[Interviene anche lo scrittore di Gomorra in difesa di Don Giuseppe Diana, il prete di Casal di Principe ucciso dalla Camorra, per la sua attività di educazione alle legalità e di lotta per la giustizia e per l&#8217; &#8220;amore del suo popolo&#8221;. L&#8217;APPELO DI SAVIANO - Dalle pagine di Repubblica, Saviano scrive: &#8220;Sarebbe bello se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interviene anche lo scrittore di Gomorra in difesa di Don Giuseppe Diana, il prete di Casal di Principe ucciso dalla Camorra, per la sua attività di educazione alle legalità e di lotta per la giustizia e per l&#8217; &#8220;amore del suo popolo&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;APPELO DI SAVIANO </strong>- Dalle pagine di <a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/mafia-9/appello-saviano/appello-saviano.html">Repubblica</a>, Saviano scrive: &#8220;Sarebbe bello se il Paese difendesse la memoria di don Diana, senza divisioni&#8221;. Lo scrittore Roberto Saviano lanciando un appello interviene nella <a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/mafia-9/saviano-diana/saviano-diana.html"><span style="text-decoration: underline;">polemica</span></a> divampata dopo che Gaetano Pecorella, presidente della commissione Ecomafie (ed ex legale, 12 anni fa, di Nunzio De Falco, condannato in Appello come mandante dell&#8217;omicidio del sacerdote), aveva messo in dubbio che il prete ucciso dalla camorra fosse un &#8220;martire&#8221;. &#8220;Prima &#8211; aveva detto il deputato Pdl &#8211; va chiarito il movente del suo delitto&#8221;. Don Diana, continua, &#8220;è stato ucciso per il suo impegno contro i clan. Ribadirlo significa ribadire che l&#8217;Italia è sulle figure come quella di Don Peppe che fonda la fiducia nella possibilità di cambiamento e nel sogno di giustizia. Sarebbe bello che da destra a sinistra tutti si sentissero orgogliosi di essere italiani perché lo era don Peppe. Il suo ricordo e difesa prescindono dalle divisioni politiche. Sarebbe bello se scout, associazioni, e tutti i presenti durante la sua vita ricordassero quanto ha fatto. E cancellassero per sempre ogni ombra che da anni la camorra staglia sulla sua memoria&#8221;</p>
<p><strong>LE SCUSE DI PECORELLA &#8211; </strong>Intanto il Presidente della Commissione sul reciclaggio di rifiuti scrive una lettera di scuse: &#8220;Se sono stato causa di amarezza o ritenete che abbia offeso la memoria di vostro figlio vi chiedo scusa. Ma le mie parole sono state travisate. Mai ho detto che vostro figlio non è stato ucciso dalla camorra né che della camorra non è stato vittima. Ho detto esattamente il contrario&#8221;</p>
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		<title>Don Luigi Ciotti incotra i genitori di Don Diana. Continua la polemica sulle parole di Pecorella</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 18:57:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comunicato Stampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Don Giseppe Diana]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi martedi 4 agosto Luigi Ciotti, presidente di Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie&#8221; un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base si recherà a Casal di Principe nel casertano per ricordare il Don Peppe Diana, il prete ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994. In mattinata Luigi Ciotti incontrerà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi martedi 4 agosto Luigi Ciotti, presidente di Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie&#8221; un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base si recherà a Casal di Principe nel casertano per ricordare il Don Peppe Diana, il prete ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994. In mattinata Luigi Ciotti incontrerà i genitori di Don Peppe Diana per testimoniare la sua vicinanza ed affetto e successivamente andrà sulla tomba del prete nel cimitero cittadino.<br />
Nel pomeriggio si trasferirà a Castelvolturno per incontrare i tantissimi giovani provenienti da tutt&#8217;Italia che in queste settimane sono a lavoro sui terreni confiscati ai casalesi e dove sorgera&#8217; la cooperativa &#8220;Le terre di Don Peppe Diana-Libera Terra&#8221; dove si produrra&#8217; la mozzarella della legalita&#8217;. &#8220;Don Giuseppe Diana è morto- ricorda Luigi Ciotti, presidente di Libera- ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994 nella sacrestia della chiesa di cui era parroco, a Casal di Principe, nell&#8217;agro aversano.<br />
Si stava preparando a celebrare la messa, quando quattro proiettili ne hanno spento per sempre la voce terrena. Una voce che predicava e denunciava, che ammoniva ma sapeva anche sostenere. Che sapeva uscire dalla sacrestia e scendere dall&#8217;altare per andare incontro alle persone, rinnovando un&#8217;autentica comunione. Un prete coraggio, avrebbe al solito scritto qualche giornale, sino ad allora disattento al faticoso e quotidiano impegno che in tanti portavano avanti in quei territori di frontiera. Un prete di strada, secondo una definizione che rischia ormai di diventare stereotipo. Invece don Peppino era un prete e basta. Semplicemente un uomo di Chiesa, come ebbe modo di ribadire, quando lo etichettavano sbrigativamente «prete anticamorra».<br />
Nel nostro paese-prosegue Luigi Ciotti &#8211; le mafie tolgono diritti, dignità, vita. Non solo con le armi, uccidendo e violentando i corpi, ma svuotando le anime e assassinando la speranza. La rassegnazione dello spirito, l&#8217;umiliazione della dignità, la costrizione a rinunciare alla propria coerenza sono una morte altrettanto dolorosa e ancor più irrimediabile della fine fisica. Uccidono non solo i singoli ma la collettività: «La camorra ha assassinato il nostro paese, &#8220;noi&#8221; lo si deve far risorgere, bisogna risalire sui tetti e riannunciare la &#8220;Parola di Vita&#8221;», annotava in un articolo don Peppino. È in quel &#8220;noi&#8221; la risposta: nella comunità che si riconosce tale, che include e, così facendo, si realizza e si rafforza. Un noi che significa unione e collaborazione tra uomini e donne di buona volontà e tra società e istituzioni.<br />
Sono calzanti le parole scritte sulla pietra dietro cui riposa don Peppino: «Dal seme che muore fiorisce una messe nuova di giustizia e di pace». I giovani che in queste settimane sono al lavoro sui terreni confiscati ai casalesi per la costituzione della cooperativa Verso le Terre di Don Peppe Diana-Libera Terra sono un piccolo ma utile frutto nato da quel seme generoso e fecondo che don Diana ci ha lasciato. Un impegno non per celebrare ma per ricordare, per educarci alla memoria delle vittime; una memoria che forse particolarmente per don Peppino viene troppo spesso trascurata, sino a cercare di cancellarla. Un segno concreto di memoria ed impegno- conclude il presidente di Libera- che ciascuno di noi deve accogliere come regalo prezioso e inaspettato, in grado di aiutarci nella faticosa marcia verso la giustizia. Quella che per un credente si realizza allorché si diventa capaci di fedeltà al Vangelo e all&#8217;uomo. Proprio come don Peppino, che quella fedeltà e l&#8217;amore per il suo popolo ha pagato con il martirio. Di quell&#8217;amore dobbiamo essere grati perché da quell&#8217;esempio siamo stati resi più forti e più vigili.&#8221;</p>
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		<title>Don Peppe Diana è morto per amore del suo popolo. Gravissime affermazioni da parte dell&#8217;On. Pecorella.</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 13:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comunicato Stampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pimo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Don Giseppe Diana]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci risiamo. Tentano nuovamente di buttare fango su don Peppino Diana. Stavolta il tentativo viene dall’onorevole Gaetano Pecorella, presidente della Commissione Parlamentare sul ciclo dei rifiuti e avvocato difensore di Nunzio De Falco. Colui che viene processato come il mandante dell’omicidio di don Giuseppe Diana e riconosciuto colpevole e condannato all’ergastolo nel processo di primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci risiamo. Tentano nuovamente di buttare fango su don Peppino Diana. Stavolta il tentativo viene dall’onorevole Gaetano Pecorella, presidente della Commissione Parlamentare sul ciclo dei rifiuti e avvocato difensore di Nunzio De Falco. Colui che viene processato come il mandante dell’omicidio di don Giuseppe Diana e riconosciuto colpevole e condannato all’ergastolo nel processo di primo grado. L’onorevole Pecorella, a quindici anni di distanza dalla morte di don Diana, rilancia la campagna diffamatoria sulla morte del sacerdote mettendo in discussione la sentenza della Cassazione del marzo 2004 che ha confermato l‘uccisone per mano della camorra, avvenuta il 19 marzo del 1994 nella sua chiesa a Casal di Principe, perché era diventato un simbolo della lotta contro i clan. Non conosciamo i motivi per i quali l’onorevole Pecorella rilancia questa campagna. Ma non ci meravigliamo più di tanto, perché questi sono tempi in cui i mafiosi vengono definiti eroi e coloro che si battono contro i poteri criminali e hanno dato la vita, vengono continuamente messi in discussione. Don Giuseppe Diana invitava i giovani e il suo popolo a ribellarsi alla dittatura armata della camorra. E lo aveva fatto sin dal 1991 con quel profetico documento “per amore del mio popolo” col quale sottolineava che “La Camorra  è una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana.” E denunciava le collusioni con la politica: “È oramai chiaro che il disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l&#8217;infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche è caratterizzato da corruzione, lungaggini e favoritismi.”</p>
<p>Don Diana è morto per testimoniare il Vangelo e per affermare i valori in cui credeva. Questo conta per migliaia di giovani che il 19  e il 21 marzo scorso sono arrivati a Casal di Principe e a Napoli  per riaffermare, con la loro presenza, la scelta di lottare contro i poteri criminali, proprio come don Diana. E questo conta per le decine di giovani che in queste settimane stanno dando vita ai campi  di lavoro sulle terre di Don Diana a Castel Volturno, per far nascere la cooperativa che  produrrà mozzarella di bufala e prodotti biologici sui beni tolti ai mafiosi e ridati alla comunità.</p>
<p>Ora Don Diana appartiene al suo popolo e ogni nuovo tentativo di delegittimarne la sua figura è anche un tentativo fatto contro chi si batte per l’affermazione della legalità in territori dove la camorra ha radici profonde.</p>
<p>Invitiamo, pertanto, le comunità locali, i sindaci, le istituzioni, gli insegnanti, i sacerdoti, i semplici cittadini, a far sentire la propria voce nei confronti di chi vuole riportare indietro i nostri paesi e riconsegnarli all’oblio della dittatura della camorra.</p>
<p>Casal di Principe, li 1.8.2009</p>
<p>Comitato don Peppe Diana<br />
LIBERA Associazioni Nomi e Numeri contro le Mafie<br />
A.G.E.S.C.I. Regione Campania</p>
<p><em>&#8212;-</em></p>
<p><em>La redazione del blog sottoscrive in pieno questo comunicato. Le parole dell&#8217;On. Percorella sono gravi, sopratutto in quanto vengono dette da chi investe cariche istituzionali e rappresentative importanti. Eppure, come scrivono i nostri amici, cè poco da meravigliarsi, non solo per i motivi che hanno esposto, ma anche per la fonte del messaggio. Percorella è difensore di Nunzio De Falco, difensore del boss-mandante dell&#8217;omicidio di camorra di Don Diana. Inzia la sua carriera con la sinistra, passa per il Psi, e come molti politici ex-craxiani approda in Forza Italia. Diventa onorevole, e scrive una legge incostituzionale, quella sull&#8217;inappellabilità del PM al proscioglimento.</em></p>
<p><em>Uomo di fiducia di Silvio Berlusconi, una volta ammise: </em>&#8220;È vero, sono state fatte leggi funzionali a determinati processi. Abbiamo fatto il <a title="Lodo Schifani" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lodo_Schifani">lodo Schifani</a>, poi dichiarato incostituzionale e che in effetti in qualche parte lo era, per consentire a Berlusconi di governare&#8221; (<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Da-Vaccarella-a-Pecorella/2045247/18">fonte</a>)</p>
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