Tempo di crisi, ma non per tutti
- 17 marzo 2009
- di: Andrea Cortese
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di: Andrea Cortese
Il governo che ha le maggiori responsabilità, dovrebbe, riunire e
consultare tutte le forze del paese, non escluderne nessuna, dovrebbe
cercare di unire per fare fronte meglio alle difficoltà esistenti, non
dividere come purtroppo sta avvenendo nei confronti dell’opposizione e di
alcune organizzazioni sindacali.
In questo momento delicato e difficile, c’è veramente bisogno delle idee
e energie di tutti, lasciando da parte gli interessi di particolari, ma
guardare quelli generali del paese. C’è bisogno di una grande
collaborazione di responsabilità, di trasparenza, per trovare tutti
insieme,le strategie migliori, per fare fronte ai problemi, e per fare
ripartire l’economia italiana e superare le difficoltà sociali.
Le istituzioni a qualunque livello, sia nazionale che locale, rendersi più
efficienti, sulla produttività ma anche sulla qualità dei servizi,
eliminare gli sprechi, fare la propria parte per combattere l’evasione
fiscale, una maggiore attenzione ai cittadini più bisognosi.
Anche alle società ed organizzazioni sportive, agli enti pubblici e
privati, dalla rai a mediaset, alle aziende, darsi una calmata, e gestire
gli stipendi con maggiore responsabilità. Per dirigenti, presentatori,
allenatori, calciatori, conduttori di programmi televisivi, la crisi
economica sicuramente non la sentono, con i loro stipendi d’oro, neanche
per quei personaggi che hanno ville lussuose sparse per l’Italia. Non è
possibile cari cittadini stare a guardare e stare zitti su queste cose, e in
una crisi economica e sociale, seria come quella che stiamo vivendo in
Italia, ci siano tanti allenatori, giocatori di calcio, piloti di
automobili, di motocicletta, dirigenti, presentatori, personaggi dello
spettacolo, che prendono fior di milioni di euro l’anno, poi ci siano
lavoratori dipendenti, magari anche precari, che non arrivano a mille euro
al mese di stipendio. Poi la cosa che mi fa veramente star male, vedere
tantissimi pensionati che prendono dai 500 ai 600 euro al mese di pensione,
veramente da fame.
Mi chiedo dove è la serietà, la responsabilità, la coscienza civile e
sociale, del nostro paese. Io dico che quando c’è in atto una crisi cosi
seria, c’è bisogno della responsabilità e del contributo di tutti,
proporzionata al proprio reddito. Siccome dicono gli esperti di economia che
la crisi non è arrivata al suo massimo di gravità, direi che dobbiamo
imboccarci tutti le maniche. A partire dal governo in carica, consultare
subito tutte le forze sociali del nostro paese, ed elaborare un piano
straordinario anticrisi, dove ci dovrebbero essere più stanziamenti per gli
ammortizzatori sociali, disoccupazione, cassa integrazione, per il
precariato, aumento delle pensioni e dei salari per i lavoratori dipendenti,
aumentare le detrazioni fiscali, lotta seria all’evasione fiscale, (per
pagare meno e pagare tutti) e per ricuperare soldi e diminuire le tasse. Per
dirigenti salari più contenuti, diminuzione delle tasse a partire dai ceti
medi a quelli più in basso, maggior investimento nella sicurezza, sul
territorio, sui posti di lavoro, sulle strade, investire di più anche nelle
energie pulite alternative al petrolio, per la salvaguardia del ambiente.
Per quanto riguarda le società sportive, aziende di ogni genere,
diminuzione dei mega stipendi, per i giocatori, allenatori, presentatori,
conduttori di programmi televisivi, dirigenti.
Ora un invito tutti insieme diamoci da fare con molto più impegno,
prendersi ognuno la propria responsabilità, da protagonisti non da
spettatori, con le nostre proposte, le nostre idee, i nostri suggerimenti,
se ci metteremo al servizio del paese, con coscienza e responsabilità,
contribuiremo sicuramente a superare la crisi, ma anche costruire una
società, più sicura, più equa, più solidale, più giusta, nell’interesse
del bene comune.
Francesco Lena









