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Vicenda Macrico. Il Comitato bacchetta Comune e Provincia. Il 16 ottobre assemblea all’Episcopio
Le recenti rimozioni dell’assessore Caiola dalla giunta provinciale e dell’assessore Ceceri dalla giunta comunale hanno una comune spiegazione. Entrambi, infatti, avevano espresso un giudizio negativo sul progetto per l’area Macrico e sulle modalità autoritarie con cui il progetto era stato redatto ufficialmente a Roma, ma concretamente qui a Caserta da ancora misteriosi tecnici. I due assessori sono stati quindi rimossi
 
  • 22 settembre 2008
  • di: Andrea Cortese
  •  




di: Andrea Cortese

Le recenti rimozioni dell’assessore Caiola dalla giunta provinciale e dell’assessore Ceceri dalla giunta comunale hanno una comune spiegazione. Entrambi, infatti, avevano espresso un giudizio negativo sul progetto per l’area Macrico e sulle modalità autoritarie con cui il progetto era stato redatto ufficialmente a Roma, ma concretamente qui a Caserta da ancora misteriosi tecnici. I due assessori sono stati quindi rimossi per avere espresso apertamente e coraggiosamente il proprio dissenso nei confronti di un presidente della provincia e di un sindaco che si ispirano direttamente non ad un sistema democratico ma a quello di una diarchia assoluta.

Il progetto Macrico, la cui elaborazione è stata conclusa nel maggio del 2008 e che è stato presentato presso la Struttura di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri il 25 agosto a Roma, non è mai stato discusso – e il tempo vi era! – né nelle giunte, né soprattutto nei consigli provinciali e comunali mortificando e delegittimando di fatto questi ultimi organismi della rappresentanza popolare. Il Comitato Macrico Verde sottolinea con soddisfazione l’accoglimento da parte di alcuni consiglieri comunali della propria proposta di un consiglio comunale aperto. I cittadini devono sapere che cosa antidemocraticamente e riservatamente presidente e sindaco hanno deciso a nome di tutti.

L’aspetto più grave della vicenda del progetto Macrico, a parte la pericolosità e la mostruosità della progettazione, è proprio in questa deliberata assenza di informazione e di discussione. Nulla di nuovo: due soli decidono per tutti come già avvenne per la sciagurata apertura della discarica de “Lo Uttaro” il cui disastro ambientale è ormai provato quanto irreversibile.

A quasi un mese dalla presentazione del progetto a Roma né il presidente della provincia, né il sindaco hanno avuto la sensibilità di fornire i dati del progetto Macrico ed è certo paradossale che siamo dovuti essere noi, semplici cittadini del Comitato Macrico Verde, a fornire alla stampa e ai partiti politici le tavole del progetto e la relativa relazione tecnica. In questa condizione di omissione del diritto all’informazione sconcerta il silenzio dei segretari cittadini e provinciali dei partiti di maggioranza alcuni dei quali hanno addirittura chiesto a noi i dati del progetto Macrico elaborato dai due amministratori sostenuti dai loro partiti.

Il Comitato Macrico Verde denuncia che il progetto presentato a Roma:

non è mai stato discusso con i cittadini e che ad essi è stata negata qualsiasi partecipazione attiva nelle decisioni relative alla progettazione sull’area;

>è stato redatto, secondo quanto sostenuto dal responsabile della Struttura di Missione, su precise indicazioni e richieste degli Enti locali Provincia e Comune quanto a funzioni da allocarvi;

utilizza fino al plagio l’introduzione storica e i calcoli inseriti nel progetto elaborato dallo stesso Comitato Macrico Verde e fornito a suo tempo all’Amministrazione comunale di Caserta;

carica l’area di funzioni improprie e incompatibili per un parco (aree fieristiche e mercatali, parcheggi a raso e sotterranei, strade di attraversamento automobilistico da 12 metri di larghezza, centri di riabilitazione, incubatori di impresa, palazzi di 15 metri di altezza, auditorium da 1200 posti …);

prevede l’abbattimento di una quantità notevole di alberi alcuni dei quali di notevole valore storico;

divide l’area in 4 blocchi autonomi prevedendo la realizzazione per il momento della primo blocco ad altissima cementificazione;

prevede di cedere ai privati la gestione di tutte le strutture dell’area;

nega l’uso a scopi sociali dell’area Macrico interessandosi esclusivamente dell’utile che potranno ottenere i privati.

Per questi motivi il Comitato Macrico Verde nel ribadire:

la necessità di qualificare l’area come F2 di modo da non permettere nessuna nuova costruzione limitandosi a ristrutturare gli edifici esistenti;

la funzione a fini sociali dell’area Macrico grazie alla realizzazione di strutture sportive, per il tempo libero e per l’associazionismo accessibili a tutti i cittadini;

che il proprio progetto dimostrava quanti posti di lavoro stabili potesse garantire l’area Macrico, la sostenibilità economica della gestione pubblica, la perfetta ecocompatibilità della gestione di tutta l’area;

afferma con forza la necessità di aprire subito ai cittadini una parte dell’area che necessita di pochi interventi di messa in sicurezza per dimostrare con ciò che il Parco già c’è;

invita tutti i cittadini a partecipare il giorno 16 ottobre 2008 alle ore 18 presso il salone Sant’Augusto nel palazzo dell’Episcopio in via Redentore a Caserta alla presentazione del confronto tra il progetto del Comitato Macrico Verde e il progetto del Sindaco e del Presidente della Provincia di Caserta.



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  1. assodipicche on settembre 25th, 2008 at 22:42

    Ma io non capisco, cosa c’è di male nel realizzare qualcosa di utile per i cittadini ogni tanto… Forza Macrico Verde…

    ps. però a questo punto voglio le dimissioni del Petteruto !!! lui aveva promesso in campagna elettorale, questo me lo ricordo cazzo

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